«Noi, un po’ più storici»

Gabriele Galli, titolare dell’armeria Galli di corso Mazzini, a Cremona, il gagliardetto di Regione Lombardia con il logo di “Negozio storico” lo ha esposto in bella mostra, visibilissimo a chiunque, sopra il bancone.
Ne è orgoglioso: «Noi siamo negozio storico un po’ più degli altri», dice scherzando. In effetti, la sua famiglia gestisce da quattro generazioni l’armeria, fondata dal suo bisnonno Giuseppe nel 1908 negli stessi locali, ove ancora oggi ha sede il negozio. Per questo, il suo locale ha ricevuto il riconoscimento regionale di “Negozio storico” subito l’anno, in cui venne istituito il relativo albo ovvero nel 2004. Pochi possono vantare un simile “blasone” commerciale.
Ne è orgoglioso: «Noi siamo negozio storico un po’ più degli altri», dice scherzando. In effetti, la sua famiglia gestisce da quattro generazioni l’armeria, fondata dal suo bisnonno Giuseppe nel 1908 negli stessi locali, ove ancora oggi ha sede il negozio. Per questo, il suo locale ha ricevuto il riconoscimento regionale di “Negozio storico” subito l’anno, in cui venne istituito il relativo albo ovvero nel 2004. Pochi possono vantare un simile “blasone” commerciale.
Lei è l’ultimo discendente in ordine di tempo. Subentrare a suo padre non sarà stato difficile, Lei bazzicava già in negozio fin da bambino…
«E invece non fu certo una passeggiata, perché nessuno nasce imparato. Io venivo, certo, in negozio fin da bambino, ma per giocare. Poi, nel 1993, sono dovuto subentrare a mio padre, che si era ammalato e poi è deceduto. Da un giorno all’altro, in un certo senso io qui mi ci sono trovato ad abitare. Ero già “abile ed arruolato”? Assolutamente no. E, per dirla tutta, la passione per questo lavoro in me è subentrata in seconda battuta. Di bello c’è il contatto col pubblico, la gioia di riuscire ad accontentare il cliente. Ma sono aspetti, che ho potuto apprezzare solo lavorando…».
«E invece non fu certo una passeggiata, perché nessuno nasce imparato. Io venivo, certo, in negozio fin da bambino, ma per giocare. Poi, nel 1993, sono dovuto subentrare a mio padre, che si era ammalato e poi è deceduto. Da un giorno all’altro, in un certo senso io qui mi ci sono trovato ad abitare. Ero già “abile ed arruolato”? Assolutamente no. E, per dirla tutta, la passione per questo lavoro in me è subentrata in seconda battuta. Di bello c’è il contatto col pubblico, la gioia di riuscire ad accontentare il cliente. Ma sono aspetti, che ho potuto apprezzare solo lavorando…».
Avrà dovuto quindi studiare, approfondire, aggiornarsi…
«In negozio si lavora senza orari. E l’aggiornamento è continuo. Quando si potrà, si tornerà a partecipare alle fiere internazionali, specie alle più importanti, come quella negli Stati Uniti o in Germania… Mi mancano: si impara molto più lì che altrove. Negli ultimi due anni, invece, si è dovuto fare tutto online oppure si son dovuti seguire i canali tematici sulle armi e le varie riviste online, ma è un’altra cosa...»...
«In negozio si lavora senza orari. E l’aggiornamento è continuo. Quando si potrà, si tornerà a partecipare alle fiere internazionali, specie alle più importanti, come quella negli Stati Uniti o in Germania… Mi mancano: si impara molto più lì che altrove. Negli ultimi due anni, invece, si è dovuto fare tutto online oppure si son dovuti seguire i canali tematici sulle armi e le varie riviste online, ma è un’altra cosa...»...
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