DDL Zan, Luciano Pizzetti: «Ho già votato sì, ma sono necessarie delle correzioni»

Per quanto sia di grande importanza sul piano dei diritti delle persone e della civiltà di un Paese, l’approvazione del disegno di legge Zan non deve diventare “la madre ideologica di tutte le battaglie” per il Pd: occorre gestirlo con intelligenza politica per portarlo in porto. La nota del Vaticano non deve essere interpretata come un’ingerenza perché non lo è, visto che i Trattati internazionali sono di importanza non relativa e il disegno di legge, almeno sul punto delle scuole paritarie, va approfondito. Sono due concetti basilari che il deputato cremonese Luciano Pizzetti esprime sulla questione Zan. «Ho votato il disegno di legge alla Camera - spiega il parlamentare Pd - e credo fortemente alla sua importanza a tutela di fasce di popolazione purtroppo ancora a rischio di discriminazione. Una tutela aggiuntiva, rispetto alle leggi già in vigore, che anch’io ritengo necessaria». «Però - prosegue Pizzetti - non sposo la tesi di chi, in polemica con la nota del Vaticano, sostiene che bisogna approvarlo tale e quale. Facciamo attenzione. Il Vaticano, in sostanza, ci ha detto: non intendiamo interferire con il processo legislativo in corso, ma ci faremo sentire nel caso la formulazione definitiva della legge non sia conforme alle norme concordatarie che regolano i rapporti tra gli Stati».
Lei non la ritiene un’ingerenza?
«Non lo è, nella mia valutazione. A differenza dell’intervento del cardinal Bagnasco, nel 2016, per la legge sulle Unioni civili. Quella sì fu un’ingerenza perché suggerì al Senato come legiferare. Non ci fu nessun richiamo sul Concordato.
«Non lo è, nella mia valutazione. A differenza dell’intervento del cardinal Bagnasco, nel 2016, per la legge sulle Unioni civili. Quella sì fu un’ingerenza perché suggerì al Senato come legiferare. Non ci fu nessun richiamo sul Concordato.
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