DDL Zan, Carlo Malvezzi: «Dico no al pensiero unico»

1 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 19:33 | 16 MAG 25
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Carlo Malvezzi, leader della minoranza in Consiglio comunale, è da tempo impegnato nella difesa delle posizioni cattoliche su temi etici di assoluto rilievo come aborto e eutanasia. Il decreto di legge Zan è un altro tema di confronto anche se, in partenza, c’è un rifiuto dell’omofobia condivisibile da tutti. Ma da buon polemista, Malvezzi, mette in risalto gli aspetti controversi del disegno di legge (fino a chiedersi: ce n’era bisogno?) e non fa sconti alle posizioni ideologiche della Sinistra.
Ci sono alcuni passaggi nel disegno di legge Zan che sono controversi, da quello dell’identificazione percepita all’ampliamento degli articoli del codice penale. Se fossero modificati, cambierebbe il suo giudizio o la sua contrarietà è globale?
«Io ritengo che non sia necessaria una nuova legge - risponde Malvezzi - perché già ora la nostra Costituzione all’articolo 3 garantisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Già oggi, chi aggredisce o insulta chiunque è perseguibile e perseguito, e sono previste aggravanti per futili motivi.
Io sono convinto che una persona, qualsiasi persona, debba essere rispettata in quanto tale, non perché appartiene a determinate “categorie”, cioè non in quanto donna, uomo, giovane, vecchio, sano, malato, omosessuale, eterosessuale. Ogni vita è preziosa e degna di essere tutelata e rispettata....
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