«Serve la legge, basta propaganda»

1 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 17:33 | 16 MAG 25
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Una legge attesa da 25 anni, su cui la politica continua ad esitare. L’attuale testo di legge approvato alla Camera dei deputati è ora bloccato al Senato. Perché questo stallo?
«L’attuale legge in discussione è già frutto di mediazione tra le varie parti politiche, raggiunta alla Camera dei Deputati durante il Governo Conte bis. Il disegno di legge aveva già accolto e integrato gli stimoli da parte delle forze di opposizione (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia). Non tutti ci hanno trovati d’accordo, è un tema su cui è difficile trovare una mediazione, ma l’operazione è riuscita. Ora sta al Senato, dove con il cambio di maggioranza al governo le forze politiche contrarie stanno cercando di riaprire la discussione...Ma questo è un disegno di legge parlamentare - uno dei pochi - e poco c’entra con il Governo: rinviarlo alla Camera significa rimandarne l’approvazione a tempo indeterminato».
Quali critiche sono state mosse al testo?
«Le stesse avanzate in sede di discussione alla Camera, che già hanno portato alla modifica del testo iniziale. Tra cui il cosiddetto timore che questa possa essere una “legge bavaglio”, manifestato in particolare dal mondo cattolico. Non è così: l’abbiamo chiarito ribadendo che la legge Zan non comprime in alcun modo la libertà di parola e di opinione, già sancita dalla Costituzione italiana. L’altro punto riguarda le definizioni di genere, identità di genere, orientamento sessuale ecc. contenute nell’articolo 1 del ddl, inserite proprio in sede di mediazione alla Camera e già utilizzate peraltro in leggi e regolamenti nazionali. Il terzo punto istituisce la giornata contro l’omotransfobia (17 maggio) che già esiste a livello internazionale ed è riconosciuta a livello nazionale, al punto che da una decina di anni è accompagnata dal messaggio del presidente della Repubblica....
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