«Papà vive nei ricordi di chi l’ha incontrato»

24 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 19:3316 MAG 25
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E’ passato poco più di un anno dalla scomparsa di Luciano Abruzzi, stimato neurologo cremonese morto il 20 aprile 2020 nella battaglia contro il Covid-19. A lui è dedicato il premio alla memoria, per l’impegno professionale, l’attività sociale e la capacità di fondere le competenze professionali alle doti umane, che nella professione medica fanno la differenza. Lo ricordano la moglie Pia Rosani e il figlio Dario Abruzzi, che da poco ha ricevuto l’abilitazione a svolgere la professione di medico, sulle orme del padre.
Chi ha conosciuto il dottor Abruzzi lo ricorda per la grande professionalità e la capacità di entrare in contatto con il prossimo. Se la sente di condividere qualche ricordo?
Pia: «Di ricordi ce ne sono tantissimi: ciò che rimane è proprio la percezione che oltre al suo essere medico fosse percepito anche dai pazienti come una persona di grande sensibilità. La sua filosofia era quella di andare oltre la patologia delle persone che richiedevano un supporto medico. Anche nelle situazioni più gravi non le ha mai abbandonate alla disperazione o alla solitudine. Si è sempre posto come punto di riferimento per ogni situazione, in ogni momento di crisi, per i suoi pazienti c’era sempre. In qualunque momento...
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