«Più scuola... fuori»

24 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 17:33 | 16 MAG 25
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Meno tre. Con oggi, ancora tre giorni e poi, dopo 44 anni, bye-bye scuola.
Il dott. Piergiorgio Poli è dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Cremona Uno, che comprende ben otto plessi: due scuole per l’infanzia - Boschetto e S. Ambrogio -, cinque scuole primarie - Trento Trieste, Miglioli, Capra Plasio, Boschetto e S.Ambrogio - ed una scuola secondaria di primo grado, la Campi. Per un totale di oltre 1.300 alunni. Una responsabilità non indifferente. Sempre portata avanti con un entusiasmo «appassionato», come precisa lui stesso. Ora dire addio a tutto questo non dev’essere semplice.
Le cambia la vita…
«Guardi, questo istituto è già di per sé complesso, anche perché abbiamo la presenza di tutte le classi sociali, dall’estrema periferia al centro storico, con bambini che comunque hanno esigenze diverse. Il compito di un dirigente è quello di aprire gli occhi ad una modalità differente di fare scuola, per valutarne soprattutto l’efficacia e far sì che ne benefici anche tutto il sistema, ad esempio andando a vedere quel che si fa altrove, in altri Paesi europei.
Non lascio per stanchezza… Le cose da fare sarebbero tante, ma arriva il tempo per i giovani… Largo ai giovani! Avranno un’altra visione di scuola, la mia ha cercato di restare al passo con i tempi.
Del resto, molte cose si possono fare anche quando si è in pensione, anzi… I tempi sono molto più dilatati, quindi letture, viaggi… Riprenderò anche in mano qualcosa che avevo lasciato da parte,… si aprono nuove prospettive, chi lo sa?».

Che significa fare una scuola «al passo con i tempi»?
«Noi abbiamo lavorato molto sul piano della formazione in linea con le indicazioni ministeriali, che suggerivano di prestare particolare attenzione soprattutto all’educazione attraverso il digitale. Per cui, quando c’è stata la prima chiusura dovuta alla pandemia, nel giro di pochi giorni eravamo già pronti per la didattica a distanza. E gli insegnanti hanno elaborato strategie utili per coinvolgere al massimo i ragazzi.
Ciò non significa abolire tout court gli strumenti tradizionali della scrittura (quaderni, appunti,…), peraltro efficaci, bensì affiancarli con nuovi supporti. Geografia la si può fare sia con l’atlante, sia col manuale, sia guardando immagini, accompagnate da parole e suoni, grazie alle nuove tecnologie...
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