Evviva, “Hurrà!”. Tornano i grest: la sfida educativa

E’“Hurrà!” il titolo scelto dagli oratori lombardi (e, quindi, anche cremonesi) per questo Grest 2021. Un titolo decisamente da “zona bianca”, liberatorio rispetto a tante logiche, dopo le rigide restrizioni e le chiusure cui la pandemia ha costretto. Ma è anche il modo per dire «Ho vinto! Ci sono!». Ed infatti nelle parrocchie della Diocesi ci sono, tra metà giugno e metà luglio, circa 20 mila bambini, assistiti da 4 mila volontari.
Le cifre precise si avranno soltanto a bilancio, a settembre, perché c’è la parrocchia che fa più giorni e quella che ne fa meno, ragazzi che partecipano per l’intero periodo ed altri solo in parte, c’è chi va e c’è chi viene, chi va in vacanza e chi resta in città. Quest’anno, oltre tutto, ci si aspetta una flessione nei numeri: alcuni volontari, anche “storici”, sono usciti di scena per tante ragioni, in alcuni casi anche perché qualcuno non c’è più, causa Covid…
Ne parliamo con don Paolo Arienti, responsabile della FOCr, la Federazione Oratori Cremonesi, che in Diocesi gestisce la pastorale giovanile.
Le cifre precise si avranno soltanto a bilancio, a settembre, perché c’è la parrocchia che fa più giorni e quella che ne fa meno, ragazzi che partecipano per l’intero periodo ed altri solo in parte, c’è chi va e c’è chi viene, chi va in vacanza e chi resta in città. Quest’anno, oltre tutto, ci si aspetta una flessione nei numeri: alcuni volontari, anche “storici”, sono usciti di scena per tante ragioni, in alcuni casi anche perché qualcuno non c’è più, causa Covid…
Ne parliamo con don Paolo Arienti, responsabile della FOCr, la Federazione Oratori Cremonesi, che in Diocesi gestisce la pastorale giovanile.
Allora, si torna! L’incubo è ormai alle spalle…
«Sì. L’anno scorso eravamo riusciti a raggiungere una copertura territoriale pari solo al 45%, a causa della ben più difficile situazione sanitaria. Non si trattò del Grest vero e proprio, l’avevamo chiamato «Summer Life», predisponendo un po’ di materiali, in fretta e furia. Si trattava di ottemperare ad un sacco di regole: i piccoli gruppi, la divisione tra fasce d’età, venivano normati anche i centimetri… Servì davvero l’intelligenza di “smontare” il prodotto e di rimontarlo secondo direttive molto, molto rigide. Fu un’esperienza davvero tragica, le comunità stavano ancora contando i morti…
«Sì. L’anno scorso eravamo riusciti a raggiungere una copertura territoriale pari solo al 45%, a causa della ben più difficile situazione sanitaria. Non si trattò del Grest vero e proprio, l’avevamo chiamato «Summer Life», predisponendo un po’ di materiali, in fretta e furia. Si trattava di ottemperare ad un sacco di regole: i piccoli gruppi, la divisione tra fasce d’età, venivano normati anche i centimetri… Servì davvero l’intelligenza di “smontare” il prodotto e di rimontarlo secondo direttive molto, molto rigide. Fu un’esperienza davvero tragica, le comunità stavano ancora contando i morti…
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