Mal comune (non) è mezzo gaudio

L’effetto Covid sul mercato del lavoro si è sentito in mondo importante nel nostro territorio, in alcuni casi con un impatto più pesante rispetto ad altre province lombarde.
E’ il quadro che emerge dall’analisi compiuta dal Settore Lavoro e Formazione della Provincia di Cremona, relativa all’anno 2020, da cui si evince uno stato di sofferenza significativo e un confronto negativo fra quanto emerge sotto il Torrazzo ed altri territori.
Ma che cosa è accaduto nel mercato del lavoro cremonese in un anno caratterizzato per molti mesi dall’emergenza sanitaria, dal lockdown e dalle conseguenti problematiche che hanno interessato molti settori economici, anche se non tutti?
Nonostante le protezioni previste per contenere l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’occupazione (divieto di licenziamento e estensione della cassa integrazione), gli occupati sono passati dai 154.000 del 2019 ai 145.000 nel 2020, con una perdita secca di 9.000 unità, mentre i disoccupati sono passati da 8.000 a 9.000, in crescita di 1.000. A preoccupare è anche il tasso di occupazione complessivo, passato dal 66,9% del 2019 al 63,4%, con una diminuzione rilevante pari a 3,5 punti percentuali: si tratta del tasso di occupazione più basso a livello regionale ed è tra quelli che hanno avuto la diminuzione maggiore tra il 2019 e il 2020.
Ma non basta: a peggiorare è anche il tasso di disoccupazione, passato dal 5,0% al 5,7% (+0,7%), invertendo la tendenza positiva degli anni precedenti (era pari al 6,30% nel 2017 e al 7,43% nel 2016) che già nel 2019 aveva subito una battuta d’arresto. Anche per il tasso di disoccupazione giovanile il quadro risulta a tinte fosche: in provincia di Cremona, l’aumento per la fascia d’età 18-29 anni è il più elevato della regione (+4,8) e anche il tasso di disoccupazione giovanile complessivo (17,3%) risulta il più elevato fra le province lombarde...
E’ il quadro che emerge dall’analisi compiuta dal Settore Lavoro e Formazione della Provincia di Cremona, relativa all’anno 2020, da cui si evince uno stato di sofferenza significativo e un confronto negativo fra quanto emerge sotto il Torrazzo ed altri territori.
Ma che cosa è accaduto nel mercato del lavoro cremonese in un anno caratterizzato per molti mesi dall’emergenza sanitaria, dal lockdown e dalle conseguenti problematiche che hanno interessato molti settori economici, anche se non tutti?
Nonostante le protezioni previste per contenere l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’occupazione (divieto di licenziamento e estensione della cassa integrazione), gli occupati sono passati dai 154.000 del 2019 ai 145.000 nel 2020, con una perdita secca di 9.000 unità, mentre i disoccupati sono passati da 8.000 a 9.000, in crescita di 1.000. A preoccupare è anche il tasso di occupazione complessivo, passato dal 66,9% del 2019 al 63,4%, con una diminuzione rilevante pari a 3,5 punti percentuali: si tratta del tasso di occupazione più basso a livello regionale ed è tra quelli che hanno avuto la diminuzione maggiore tra il 2019 e il 2020.
Ma non basta: a peggiorare è anche il tasso di disoccupazione, passato dal 5,0% al 5,7% (+0,7%), invertendo la tendenza positiva degli anni precedenti (era pari al 6,30% nel 2017 e al 7,43% nel 2016) che già nel 2019 aveva subito una battuta d’arresto. Anche per il tasso di disoccupazione giovanile il quadro risulta a tinte fosche: in provincia di Cremona, l’aumento per la fascia d’età 18-29 anni è il più elevato della regione (+4,8) e anche il tasso di disoccupazione giovanile complessivo (17,3%) risulta il più elevato fra le province lombarde...
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