«Lavoro e cura: interventi in rete»

In tema di migrazioni e di progetti di accoglienza, abbiamo sentito l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Cremona, Rosita Viola.
Assessore Viola qual è lo stato attuale dei progetti partiti con lo Sprar?
«Dal 2002 il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, previsto dalla L. 189/2002 (c.d. Bossi/Fini), ha visto varie trasformazioni, anche nel nome. Sin dalla sua creazione è gestito dal Servizio Centrale, istituito dal Ministero dell’Interno e affidato con convenzione ad ANCI. Con i Decreti Sicurezza, lo SPRAR diventa SIPROIMI, limitando le tipologie di accoglienza e ponendo l’attenzione sui minori stranieri non accompagnati. Nel 2020 viene nuovamente riformato ed il SIPROIMI diventa SAI - Sistema di Accoglienza e Integrazione -, prevedendo l’accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali al compimento della maggiore età. Il SAI prevede due livelli di servizi di accoglienza; al primo livello accedono i richiedenti protezione internazionale e al secondo livello, finalizzato all’integrazione tutti gli altri beneficiari.
Nel tempo il Sistema si è ampliato con 760 progetti, 1.800 comuni coinvolti in tutta Italia e 30mila posti di accoglienza. Attualmente il Comune di Cremona ha attivi 2 progetti SAI, finanziati dal Ministero dell’Interno: uno per adulti con la disponibilità di 47 posti tra singoli e nuclei famigliari, e uno per minori stranieri non accompagnati, ampliato nel 2020 a 113 posti, di cui 40 per neo-maggiorenni».
Assessore Viola qual è lo stato attuale dei progetti partiti con lo Sprar?
«Dal 2002 il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, previsto dalla L. 189/2002 (c.d. Bossi/Fini), ha visto varie trasformazioni, anche nel nome. Sin dalla sua creazione è gestito dal Servizio Centrale, istituito dal Ministero dell’Interno e affidato con convenzione ad ANCI. Con i Decreti Sicurezza, lo SPRAR diventa SIPROIMI, limitando le tipologie di accoglienza e ponendo l’attenzione sui minori stranieri non accompagnati. Nel 2020 viene nuovamente riformato ed il SIPROIMI diventa SAI - Sistema di Accoglienza e Integrazione -, prevedendo l’accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, dei minori stranieri non accompagnati, nonché degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali al compimento della maggiore età. Il SAI prevede due livelli di servizi di accoglienza; al primo livello accedono i richiedenti protezione internazionale e al secondo livello, finalizzato all’integrazione tutti gli altri beneficiari.
Nel tempo il Sistema si è ampliato con 760 progetti, 1.800 comuni coinvolti in tutta Italia e 30mila posti di accoglienza. Attualmente il Comune di Cremona ha attivi 2 progetti SAI, finanziati dal Ministero dell’Interno: uno per adulti con la disponibilità di 47 posti tra singoli e nuclei famigliari, e uno per minori stranieri non accompagnati, ampliato nel 2020 a 113 posti, di cui 40 per neo-maggiorenni».
Come avete gestito nell’ultimo anno i progetti alla luce della pandemia?
«Durante il 2020 è stato necessario rivedere insieme al partenariato locale la modalità operativa di presa in carico sia degli adulti che minori stranieri non accompagnati. Le competenze interculturali e linguistiche dell’équipe di progetto sono state impiegate per produrre materiale in diverse lingue per le persone accolte ma anche per informare e sensibilizzare le persone di origine straniera residenti in città....
«Durante il 2020 è stato necessario rivedere insieme al partenariato locale la modalità operativa di presa in carico sia degli adulti che minori stranieri non accompagnati. Le competenze interculturali e linguistiche dell’équipe di progetto sono state impiegate per produrre materiale in diverse lingue per le persone accolte ma anche per informare e sensibilizzare le persone di origine straniera residenti in città....
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