«Non si lasci indietro nessuno»

Un mondo del lavoro decisamente in crisi quello che esce da un anno e mezzo di pandemia: la fotografia fatta da Paolo Soncini, segretario Uil Cremona-Mantova, rivela una situazione decisamente in bilico e piena di chiaroscuri.
«Reduci dal declino economico del 2007, dopo gli anni che ci sono voluti per riprendersi da quel periodo nero, ora a causa della pandemia ci troviamo in un periodo sospeso, durante il quale le fratture sociali dovute all’incertezza economica si sono accentuate. Abbiamo visto delle imprese chiudere i battenti, mentre altre sono rimaste appese agli ammortizzatori sociali».
E sono state proprio le misure di sostegno, come la cassa integrazione, a evitare molte chiusure. «Il ricorso a questi strumenti è letteralmente esploso nell’ultimo anno», continua Soncini.
Accanto alla crisi, si sviluppa il fenomeno del lavoro povero (ossia poco pagato e che richiede bassi livelli di competenza), che va a peggiorare ulteriormente la situazione.
Dunque ora è il momento di cogliere al balzo le opportunità del Piano Lombardia: «un progetto ambizioso, che si intreccia con le risorse che verranno dal Recovery Plan - spiega ancora il sindacalista -. Questo consentirà di avere un doppio binario di rilancio territoriale. Bisogna programmare una ripartenza che sia inclusiva e che non lasci indietro nessuno».
Un altro problema da non sottovalutare è quello del binomio giovani-mondo del lavoro, che ancora oggi spesso si rivela problematico. «Molti faticano ad entrare o rimanere stabilmente nel mondo del lavoro, in quanto spesso l’offerta è dequalificata e sottopagata -, continua Soncini, che punta il dito anche al mondo della formazione -...
«Reduci dal declino economico del 2007, dopo gli anni che ci sono voluti per riprendersi da quel periodo nero, ora a causa della pandemia ci troviamo in un periodo sospeso, durante il quale le fratture sociali dovute all’incertezza economica si sono accentuate. Abbiamo visto delle imprese chiudere i battenti, mentre altre sono rimaste appese agli ammortizzatori sociali».
E sono state proprio le misure di sostegno, come la cassa integrazione, a evitare molte chiusure. «Il ricorso a questi strumenti è letteralmente esploso nell’ultimo anno», continua Soncini.
Accanto alla crisi, si sviluppa il fenomeno del lavoro povero (ossia poco pagato e che richiede bassi livelli di competenza), che va a peggiorare ulteriormente la situazione.
Dunque ora è il momento di cogliere al balzo le opportunità del Piano Lombardia: «un progetto ambizioso, che si intreccia con le risorse che verranno dal Recovery Plan - spiega ancora il sindacalista -. Questo consentirà di avere un doppio binario di rilancio territoriale. Bisogna programmare una ripartenza che sia inclusiva e che non lasci indietro nessuno».
Un altro problema da non sottovalutare è quello del binomio giovani-mondo del lavoro, che ancora oggi spesso si rivela problematico. «Molti faticano ad entrare o rimanere stabilmente nel mondo del lavoro, in quanto spesso l’offerta è dequalificata e sottopagata -, continua Soncini, che punta il dito anche al mondo della formazione -...
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