Ecco l’Armaguerra Poi, via Giordano

6 MAG 21
Ultimo aggiornamento: 17:30 | 16 MAG 25
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I lavori di ristrutturazione dell’Armaguerra sono sotto gli occhi di tutti quelli che passano dal rondò della Castelleonese. Come sarà? È l’interrogativo che molti cremonesi si pongono. E riemergono le polemiche sui nuovi centri commerciali periferici che, in realtà, non si sono mai sopite. L’assessore Andrea Virgilio ribadisce la linea dell’Amministrazione, sottolineando alcuni punti fermi.
Assessore, le polemiche contro i nuovi centri commericiali e nuovi supermercati non sono una novità. Lei ha già avuto modo di spiegare che, nell’attuale contesto di liberalizzazione, il Comune non può fermare i progetti di privati se non per ragioni di salute, di ambiente e tutela del patrimonio artistico e culturale. Però, con il procedere dei lavori nell’ex area Armaguerra, le polemiche si sono rinfocolate. Chi polemizza, fa una battaglia di retroguardia?
«Non faccio valutazioni sul motivo delle polemiche, le faccio nel merito e su questo credo che è importante la consapevolezza del quadro e del contesto. Il Comune non distribuisce più un numero limitato di licenze perché oggi le licenze sono un passaggio automatico. Solo la Grande distribuzione richiede i passaggi necessari in Regione. Oggi il consumatore si muove sempre più in modo disinvolto fra grandi realtà commerciali e piccoli negozi di vicinato, per non parlare dell’e-commerce. Il consumatore è inoltre poco fedele al punto vendita, capace di combinare canali d’acquisto fisici e digitali. Chiedere di contrastare la concorrenza è dunque una lotta contro i mulini a vento: la concorrenza non è perimetrabile nei confini urbanistici, amministrativi o nelle mura di una città e di un territorio. In più la concorrenza è  anche un valore, è uno stimolo, quindi occorre attrezzarsi, mettersi in rete, soprattutto per le realtà del centro storico. E dentro a questo scenario l’ente locale deve fare ovviamente la sua parte insieme alle categorie economiche e del commercio».
 
In questo contesto di liberalizzazione, quale ruolo regolatore può avere l’amministrazione comunale?
«Nel tessuto consolidato c’è stata e ci sarà l’esigenza di razionalizzare la presenza di medie strutture di vendita, nell’ultima variante abbiamo ridotto la previsione di superficie di vendita da 2500 mq a 1500 mq, per evitare la nascita di strutture poco in sintonia con il contesto urbano. Abbiamo inoltre ridotto diverse previsioni di commercio nell’area del Polo Tecnologico per evitare di snaturare la vocazione di quel luogo, tuttavia è invece importante mantenere le previsioni di medie strutture (quindi fino ai 2500 mq) nei diversi ambiti di rigenerazione, il commercio può infatti fare da volano anche ad altre attività....
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