«Inclusione, indipendenza, molto resta da fare»

Anffas Cremona Onlus, in collaborazione con Ventaglio Blu, e Mondo Padano rileggono la Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità, strumento concreto che consente di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. Lo faremo attraverso la presentazione e il racconto di progetti e iniziative che dimostrano come la Convenzione si possa applicare alla realtà quotidiana. Gli approfondimenti avranno cadenza mensile. Per il debutto della rubrica abbiamo intervistato Roberto Speziale, Presidente nazionale Anffas.
Presidente Speziale in quale contesto mondiale nasce la Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità? Com’era vista la disabilità in Italia in quegli anni?
«Fondamentalmente come una malattia, come una esclusiva condizione sanitaria legata ad una patologia e un problema privato, che riguardava la sola persona e la sola famiglia di origine. Arriva sicuramente in un momento in cui molte leggi a tutela delle persone con disabilità erano state approvate ma nulla di paragonabile c’era stato prima. La Convenzione ha portato a conoscere concetti importanti che non è stato più possibile ignorare»...
«Fondamentalmente come una malattia, come una esclusiva condizione sanitaria legata ad una patologia e un problema privato, che riguardava la sola persona e la sola famiglia di origine. Arriva sicuramente in un momento in cui molte leggi a tutela delle persone con disabilità erano state approvate ma nulla di paragonabile c’era stato prima. La Convenzione ha portato a conoscere concetti importanti che non è stato più possibile ignorare»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 13 MAGGIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT