Ripartiamo dalle Agora

Da Parigi a Roma. Giusto il tempo di fare le valigie, per lasciare il mondo accademico e accedere alle stanze della politica italiana, a fianco del neo segretario del Partito Democratico. Da fine marzo, Michele Bellini è parte dello staff di Enrico Letta, ex premier e “former dean” della Scuola di Affari Internazionali di Parigi (PSIA). La loro collaborazione inizia proprio a Sciences Po, dove il ventinovenne cremonese consegue il master in International Public Management e per più di tre anni lavora in qualità di assistente universitario e coordinatore di vari progetti su tematiche europee ed internazionali. L’esperienza maturata lo riporta in Italia, dove oggi coordina la rosa di giovani scelti da Letta per condurre i vari dossier a cuore del direttivo. Tra i temi principali spicca quello della partecipazione, giocata in ottica di prossimità e contatto con le nuove generazioni, punto di (ri)partenza per democratici e non solo.
Prima due anni a Boston, poi uno a Milano, quindi l’esperienza a Parigi, dove termina gli studi e lavora al fianco di Enrico Letta...Com’è tornare “a casa”?
«In realtà non me ne sono mai andato, o meglio, sono sempre tornato. Il filo rosso che unisce gli ultimi anni di esperienze all’estero è proprio il legame con l’Italia e con Cremona, dove sono cresciuto e dove rientro regolarmente per condurre progetti e per stare con famiglia e amici. E’ ciò che vorrei continuare a fare, a maggior ragione ora che la mia base sarà a Roma».
«In realtà non me ne sono mai andato, o meglio, sono sempre tornato. Il filo rosso che unisce gli ultimi anni di esperienze all’estero è proprio il legame con l’Italia e con Cremona, dove sono cresciuto e dove rientro regolarmente per condurre progetti e per stare con famiglia e amici. E’ ciò che vorrei continuare a fare, a maggior ragione ora che la mia base sarà a Roma».
Da Sciences Po alla segreteria del Pd: come ha vissuto questo passaggio?
«L’università e in generale il mondo accademico sono luoghi della riflessione, in cui c’è tempo e spazio per leggere ed interpretare i fenomeni. La politica esige ritmi e modalità operative totalmente diverse, soprattutto in questa fase: al momento stiamo lavorando senza sosta, l’agenda è fitta e i progetti non mancano....
«L’università e in generale il mondo accademico sono luoghi della riflessione, in cui c’è tempo e spazio per leggere ed interpretare i fenomeni. La politica esige ritmi e modalità operative totalmente diverse, soprattutto in questa fase: al momento stiamo lavorando senza sosta, l’agenda è fitta e i progetti non mancano....
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