Fino all’Antartide, 100 giorni fra i ghiacci

“Operazione Antartide”: sembra il titolo di un film, invece per due militari del X Reggimento Genio Guastatori della caserma Col di Lana di Cremona l’avventura è divenuta realtà.
Il caporal maggiore capo scelto Calogero Monaco ed il caporal maggiore capo Enrico Alongi hanno da poco preso parte ad un’importante spedizione interforze che ha coinvolto Esercito Italiano, Marina Militare ed Aeronautica Militare. L’azione delle Forze Armate si è svolta a supporto e collaborazione con Enea e col Pnra (Programma nazionale di ricerca in Antartide), giunto alla 36ma spedizione con specialisti di settore per lo svolgimento delle attività.
Alongi e Monaco non sono alle prime armi, tutt’altro: sono giunti rispettivamente alla seconda ed alla terza spedizione. Una sfida con se stessi, con i limiti di resistenza umana, in condizioni decisamente estreme, che in pochi sono disposti a sperimentare. E loro sono tra questi.
«Ci è venuta la curiosità di capire se, previo un adeguato percorso di preparazione psicologica, teorica e pratica, fossimo in grado di affrontare una missione di questo tipo», spiegano. «In effetti è piuttosto insolita: da poco l’uomo si reca nel continente antartico. Per questo abbiamo fatto domanda».
Nei laboratori tecnico-scientifici dell’Antartide, l’Enea, grazie alla presenza di personale dotato di grande professionalità, compie ricerche altamente specializzate in collaborazione col Cnr e con le Forze Armate, italiane e di altre nazioni. In queste sedi, gestite da un reparto denominato U.T.A. ovvero Unità Tecnica Antartide, vengono compiuti studi e sperimentazioni impossibile in altre aree del mondo, sfruttando le condizioni climatiche e morfologiche del’area, nonché le sue condizioni di sicurezza.
Dopo esser stati chiamati per un colloquio presso l’Enea e superati i vari passi di una selezione molto dura, alla fine i due militari della Col di Lana di Cremona sono stati scelti. Prima le visite mediche, poi la frequenza di un apposito corso per militari e civili presso il Centro Ricerche di Brasimone, infine un periodo trascorso presso la caserma militare degli Alpini “La Thuile” per provare una settimana di sopravvivenza sui ghiacciai del Monte Bianco (dove la temperatura può raggiungere i -15 gradi) e sperimentare la resistenza in condizioni di freddo estremo....
Il caporal maggiore capo scelto Calogero Monaco ed il caporal maggiore capo Enrico Alongi hanno da poco preso parte ad un’importante spedizione interforze che ha coinvolto Esercito Italiano, Marina Militare ed Aeronautica Militare. L’azione delle Forze Armate si è svolta a supporto e collaborazione con Enea e col Pnra (Programma nazionale di ricerca in Antartide), giunto alla 36ma spedizione con specialisti di settore per lo svolgimento delle attività.
Alongi e Monaco non sono alle prime armi, tutt’altro: sono giunti rispettivamente alla seconda ed alla terza spedizione. Una sfida con se stessi, con i limiti di resistenza umana, in condizioni decisamente estreme, che in pochi sono disposti a sperimentare. E loro sono tra questi.
«Ci è venuta la curiosità di capire se, previo un adeguato percorso di preparazione psicologica, teorica e pratica, fossimo in grado di affrontare una missione di questo tipo», spiegano. «In effetti è piuttosto insolita: da poco l’uomo si reca nel continente antartico. Per questo abbiamo fatto domanda».
Nei laboratori tecnico-scientifici dell’Antartide, l’Enea, grazie alla presenza di personale dotato di grande professionalità, compie ricerche altamente specializzate in collaborazione col Cnr e con le Forze Armate, italiane e di altre nazioni. In queste sedi, gestite da un reparto denominato U.T.A. ovvero Unità Tecnica Antartide, vengono compiuti studi e sperimentazioni impossibile in altre aree del mondo, sfruttando le condizioni climatiche e morfologiche del’area, nonché le sue condizioni di sicurezza.
Dopo esser stati chiamati per un colloquio presso l’Enea e superati i vari passi di una selezione molto dura, alla fine i due militari della Col di Lana di Cremona sono stati scelti. Prima le visite mediche, poi la frequenza di un apposito corso per militari e civili presso il Centro Ricerche di Brasimone, infine un periodo trascorso presso la caserma militare degli Alpini “La Thuile” per provare una settimana di sopravvivenza sui ghiacciai del Monte Bianco (dove la temperatura può raggiungere i -15 gradi) e sperimentare la resistenza in condizioni di freddo estremo....
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