«Ancora più “vicini” agli anziani per colmare l’assenza»

Sospesi tra l’esigenza di sicurezza e il legittimo desiderio di una “stanza degli abbracci”, seppur asettica. E’ a un abbraccio, a una stretta di mano che possiamo affidare le nostre paure, le nostre fragilità. Nella consapevolezza che la vita al di là di quella biologica, si nutre di socialità e di affettività. «Sì, è vero, gli anziani sono lontani dai propri cari, sappia però che il personale si è prodigato al massimo per cercare di colmare quei vuoti causati dalla preclusione forzata».
Andiamo oltre il “muro”.
Pietro Signorini è geriatra - e consigliere dell’Ordine dei medici di Cremona - e lavora in una Rsa (a Castelverde, ndr): a lui ci siamo rivolti per capire come i nostri anziani stanno vivendo la pandemia, dove si “rifugiano” a cosa si “aggrappano”. Mentre da più parti, cresce la richiesta di riaprire le case di riposo alle visite in sicurezza dei parenti, dopo l’esperienza estiva.
Andiamo oltre il “muro”.
Pietro Signorini è geriatra - e consigliere dell’Ordine dei medici di Cremona - e lavora in una Rsa (a Castelverde, ndr): a lui ci siamo rivolti per capire come i nostri anziani stanno vivendo la pandemia, dove si “rifugiano” a cosa si “aggrappano”. Mentre da più parti, cresce la richiesta di riaprire le case di riposo alle visite in sicurezza dei parenti, dopo l’esperienza estiva.
Dottor Signorini, la Società Italiana di Geriatria ha dichiarato che, a causa della pandemia, il problema per gli anziani non è più soltanto l’elevato tasso di mortalità ma anche la fragilità psico sociale, provocata dall’isolamento. Cosa ne pensa?
«In verità i dati che abbiamo a disposizione noi, e parlo della provincia di Cremona, nota per avere un numero elevato di Residenze Sanitarie Assistenziali e una Arsac (l’associazione che le riunisce, ndr) particolarmente vivace e presente, evidenziano segnali che potrebbero anche non essere sulla stessa linea. Nel senso che da noi c’è una tradizione ormai decennale che riguarda tutte le Rsa del territorio in termini di appropriatezza e di qualità dell’offerta, mantenute pur in condizioni di estrema gravità e fragilità causate dalla pandemia. Ricordo, inoltre, che in tema di prevenzione, la stessa Arsac e l’Ordine dei medici si sono attivati fin da subito per riuscire a reperire i dispositivi di protezione indispensabili per prevenire la diffusione del virus all’interno delle strutture; cosa che in altre parti d’Italia non è stato possibile fare subito. Diciamo che la strutturazione delle nostre Rsa è tale da riuscire ad accogliere la persona anziana e prendersene cura a 360 gradi...
«In verità i dati che abbiamo a disposizione noi, e parlo della provincia di Cremona, nota per avere un numero elevato di Residenze Sanitarie Assistenziali e una Arsac (l’associazione che le riunisce, ndr) particolarmente vivace e presente, evidenziano segnali che potrebbero anche non essere sulla stessa linea. Nel senso che da noi c’è una tradizione ormai decennale che riguarda tutte le Rsa del territorio in termini di appropriatezza e di qualità dell’offerta, mantenute pur in condizioni di estrema gravità e fragilità causate dalla pandemia. Ricordo, inoltre, che in tema di prevenzione, la stessa Arsac e l’Ordine dei medici si sono attivati fin da subito per riuscire a reperire i dispositivi di protezione indispensabili per prevenire la diffusione del virus all’interno delle strutture; cosa che in altre parti d’Italia non è stato possibile fare subito. Diciamo che la strutturazione delle nostre Rsa è tale da riuscire ad accogliere la persona anziana e prendersene cura a 360 gradi...
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