Natale blindato: niente spostamenti durante le feste, montagna interdetta, impianti chiusi

Esse come sci, esse come Svizzera, Slovenia e Slovacchia, i Paesi dove sono già aperti gli impianti di risalita e lo resteranno per le vacanze di fine anno. Cominciamo dalla Svizzera. «Alcune località sciistiche sono aperte da 2 mesi e nessuna di loro è stata un focolaio per la propagazione del Covid». L’osservazione di Hans Wicki, presidente di Funivie Svizere, è ripresa dal Corriere del Ticino che titola: No a pressioni dall’estero. Questa nella sostanza, è la posizione del governo elvetico che, nel suo programma di contrasto al virus, non prevede la chiusura degli impianti di risalita. Anche perché, rileva WicKi, i ricavi per i gestori nel periodo delle feste natalizie, risultano determinanti per tenere in attivo il bilancio annuale. Naturalmente sono richieste misure igieniche e di distanziamento su tutte le piste e la mascherina è sempre obbligatoria. La prenotazione online evita poi, contatti e sovraffollamenti. La Svizzera ha 338 comprensori sciistici, alcuni dei quali offronto fino a 500 chilometri di piste. Tra le località più famose c’è Zermatt, a 1.620 metri, ai piedi del Cervino. Proprio a Zermatt, il 16 novembre, i gestori degli impianti hanno dovuto chiamare la polizia cantonale perché non erano in grado di garantire il distanziamento. A fine novembre, è emerso che le prenotazioni negli alberghi per le feste di Natale, registrano un calo del 19% mentre per febbraio la stima raggiunge il 28%. Tutto sommato, quindi, un calo sopportabile...
Paolo Carini, Laura Bosio, Angelo Galimberti, Mauro Faverzani, Lidia Gallanti, Carla Parmigiani
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