Prospettive, viste urbane

26 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 17:21 | 16 MAG 25
Immagine di Prospettive, viste urbane
A volte la miopia è simile al fuori fuoco di un obiettivo fotografico. Ma non sempre le distorsioni, o le slabbrature dei contorni o l’indefinitezza delle forme degli oggetti sono un semplice errore, un disvalore assoluto. La storia dell’arte è un lungo ciclico percorso fra realismo e iperrealismo, impressionismo ed espressionismo, ogni ismo una logica di visione, un senso della realtà diverso dall’ordinario, un’emozione che in quanto tale diventa una verità non da credere ma da vivere. L’arte è dunque una realtà che abbiamo dentro di noi, che non è solo chiusa nelle sale dei musei, o nelle gallerie, o nella maltrattata spiritualità degli edifici di culto: così un errore è un effimero quadro, che però possiamo fissare se vogliamo che quella luna possa deformare statue, piante, palazzi in una voglia di ricerca e di testimonianza del diverso che è in noi e anche nelle nostre rappresentazioni. Non ha autore noto, ma per un momento sospeso nel cielo di Piazza della Pace c’è quasi un acquarello.
Passando a una serata che evidentemente volge al nuvolo, sempre cercando di carpire al cielo i suoi colori e i suoi valori di sfondo determinante delle percezioni, dei panorami più leggeri, la domanda irrituale è: chi è più vivo? I piccioni controluce hanno la stessa consistenza della scultura, anzi le appartengono e sembrano trasformarne il senso, indicando una direzione, un luogo altro dove cercare chissà cosa, forse proprio la pace, con la sua incrementata regalità. Ed è sempre Cremona, la stessa Cremona dell’acquerello, lo stesso monumento, ma tutto è indubitabilmente diverso, e proprio questa diversità ci fa sentire ricchi, ricchissimi...
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