Immigrazione, tornano l'accoglienza diffusa e i servizi per l'integrazione

30 SET 20
Ultimo aggiornamento: 12:51 | 13 GIU 26
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Non è ancora stato approvato, ma, per quel che è dato ad oggi sapere, il nuovo decreto-flussi già riscuote consensi. Almeno da parte di don Pierluigi Codazzi, «don Pier» per tutti, direttore della Caritas Cremonese dal 20 ottobre dell’anno scorso e, di conseguenza, anche responsabile della locale Casa dell’Accoglienza, secondo una geografia di interventi caritativi, più complessa di quel che si creda. Alcuni punti, in particolare, lo trovano d’accordo.
Intanto, diamo uno sguardo ai numeri, che già consentono di fotografare la situazione: nella Casa dell’Accoglienza trovano posto 30 adulti Siproimi, acronimo di «Sistema per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati». Questo numero è fisso. Come si liberano posti, ne arrivano altri ad occuparli. Per ciascuno di loro lo Stato riconosce circa 30 euro al giorno. Vi è poi nel Cas o Centro di Accoglienza Straordinaria un centinaio di migranti, per i quali lo Stato riconosce un contributo di 22 euro al giorno. Infine, vi sono circa 200 migranti, che han terminato il proprio percorso giuridico, però ritenuti ancora «fragili», perché magari senza casa, senza lavoro o entrambi,oppure persone all’interno di percorsi giuridico-formali ancora da definire ovvero richiedenti asilo, che han fatto ricorso. Questi ultimi – e sono la maggioranza - sono totalmente a carico della Chiesa diocesana...
Paolo Carini, Laura Bosio, Daniele Ardigò e Rosario Pisani
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