Perché non bisogna dire "Subnormale"

24 SET 20
Ultimo aggiornamento: 17:18 | 16 MAG 25
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Questa parola si utilizza tutt’oggi con lo scopo di denigrare una persona e si collega in modo diretto con il mondo della disabilità cognitiva poiché per diversi anni è stato il termine ufficiale per riferirsi alle persone con questo tipo di disabilità.
Basta cercare nella bibliografia specializzata nel mondo della disabilità che si produceva negli anni 60 e 70 per trovare dei titoli come Lavori manuali per subnormali di W. MC Neice, K.R.Benson (pubblicato nell’anno 1971) o Educazione del bambino subnormale. Guida per i genitori e per gli educatori di Alfred Brauner, François Brauner (pubblicato nell’anno 1968). Questa evoluzione del linguaggio scientifico che oggi parla di persone con disabilità non è sempre stata accompagnata da un’evoluzione nel linguaggio quotidiano, dove il termine persone con disabilità viene spesso lasciato da parte per fare spazio a locuzioni quali diversamente abile, ragazzo speciale o diversabile anche esse discriminatorie poiché non includono bensì escludono.
Risulta interessante percorrere anche la storia dell’acronimo dell’associazione ANFFaS, la cui denominazione nell’anno 1960 era quella di Associazione Nazionale di Famiglie di Fanciulli Subnormali..
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