Riapre la scuola: docenti, genitori e medici raccontano il nuovo inizio fra speranze e timori

La priorità è una: rimanere aperti». Roberta Balzarini, preside delle scuole cattoliche diocesane di Cremona, ci accoglie una settimana dopo la riapertura dei cancelli per la scuola dell’infanzia, che già dal primo settembre ha ripreso la frequenza presso la sede di via Monte Nero. Con nuove regole e spazi ridefiniti, per consentire una ripresa in sicurezza e scongiurare il rischio di un nuovo lockdown. «Durante i mesi estivi – spiega – abbiamo messo a punto una riforma, oggi estesa a tutti i livelli d’istruzione, utile a gestire la crisi e trasformarla in opportunità. Ai docenti il compito di ripensare le metodologie tradizionali e renderle flessibili, in modo da potersi adattare ai vari scenari possibili». I decreti governativi e le linee dettate dal Ministero sono state il punto di partenza, ma non il limite: «Niente sarà come prima. per questo occorre un nuovo approccio, ragionando su obiettivi a lungo termine che vadano oltre lo stato di emergenza attuale»...
Carla Parmigiani, Lidia Gallanti, Paolo Carini, Mauro Faverzani, Daniele Ardigò, Rosario Pisani, Luca Muchetti e Paolo Fornasari
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