Uniti contro il Covid-19, non dimentichiamo questo senso di comunità quando il virus sarà sconfitto

Il 2 agosto 1847 Klemens von Metternich, diplomatico e politico austriaco, in una nota inviata al conte Dietrichstein, scrisse la famosa e controversa frase “L’Italia è un’espressione geografica”. Quella di Metternich era una semplice constatazione di fatto, dato che l’Italia, a quell’epoca, era caratterizzata da una costellazione di regni, ducati, comuni e contee, un insieme di Stati sovrani, reciprocamente indipendenti, spesso in lite tra loro. Da allora, però, il nostro Paese ha sicuramente compiuto molti progressi anche se, in condizioni di normalità, siamo sempre il “Paese dei mille campanili”, propensi a confrontarci o scontrarci fra mille distinguo che non agevolano la possibilità di unirci in nome di un interesse supremo, quello della Nazione.
Ma quest’anno, funestato dall’emergenza coronavirus, abbiamo visto un’altra Italia, conosciuta e apprezzata anche nel recente passato, in altre tragiche circostanze: un Paese più unito e coeso che mai, un modello riconosciuto a livello internazionale nell’affrontare questa terribile prova che tanta sofferenza ha causato nelle nostre comunità e che, nei prossimi mesi, avrà conseguenze molto pesanti a livello economico e occupazionale...
Ma quest’anno, funestato dall’emergenza coronavirus, abbiamo visto un’altra Italia, conosciuta e apprezzata anche nel recente passato, in altre tragiche circostanze: un Paese più unito e coeso che mai, un modello riconosciuto a livello internazionale nell’affrontare questa terribile prova che tanta sofferenza ha causato nelle nostre comunità e che, nei prossimi mesi, avrà conseguenze molto pesanti a livello economico e occupazionale...
Alessandro Rossi
Direttore responsabile Mondo Padano
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