Dopo la Cina, Trump mette nel mirino l'Europa: ecco cosa rischiano le nostre imprese

22 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 19:0616 MAG 25
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Un mercato strategico, anzi, il più importante approdo (dopo l’Europa) per i prodotti italiani (e cremonesi). Ecco perchè, archiviata la “pratica” Cina con un accordo che ha riequilibrato, almeno in parte, lo squilibrio nei rapporti commerciali fra Cina e Stati Uniti, a vantaggio di questi ultimi, ora l’attenzione di Donald Trump, artefice del manifesto politico “America first”, si sposterà sull’Europa. Ed ecco perchè si moltiplicano i timori che il negoziato, ormai alle porte, fra il colosso americano e l’Europa possa tradursi in un bagno di sangue per il Vecchio Continente, con conseguenze disastrose per un comparto strategico per l’economia europea, nazionale e cremonese: al netto del contenzioso fra Airbus e Boeing, che già dallo scorso autunno ha innescato la prima raffica di dazi sulle merci europee, a preoccupare le imprese del nostro territorio è soprattutto il rapporto di forza impari fra un’Amministrazione americana monolitica e decisa a vendere cara la pelle (il negoziato durato due anni con la superpotenza cinese ne è una dimostrazione lampante, nda) e la debolezza di un‘Europa perennemente divisa ed incapace di organizzare una sintesi fra gli interessi dei singoli Paesi membri. La posta in palio, per il nostro Paese e per il nostro territorio, però, è di vitale importanza.Basta analizzare qualche dato fornitoci dalla Camera di Commercio di Cremona: Fra il 2016 e il 2018 l’export delle nostre imprese in Usa è cresciuto di 100 milioni di euro. E ancora: nel 2018 l’interscambio commerciale fra la provincia di Cremona e gli States ha sfiorato i 400 milioni di euro, mentre nei primi nove mesi del 2019 il giro d’affari ha toccato i 260 milioni di euro. Abbiamo chiesto a quattro protagonisti del settore agroalimentare, Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti, Massimiliano Giansanti, Presidente nazionale di Confagricoltura, Antonio Auricchio, Vicepresidente vicario di Assolatte e Cesare Baldrighi, Presidente del Consorzio di Tutela Grana Padano, di delineare i possibili scenari per le nostre imprese. Ecco che cosa ci hanno detto...
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