Benessere animale, a che punto siamo?

6 NOV 19
Ultimo aggiornamento: 17:02 | 16 MAG 25
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Sul numero della scorsa settimana (Mondo Padano del 25 ottobre, ndr) abbiamo pubblicato la prima parte di un approfondimento firmato dall’agronomo Carlo Loffi, dedicato al benessere animale. Inteso come “la qualità della vita come viene percepita da un singolo animale” esso dipende in larga parte dalle pratiche gestionali applicate dall’uomo strettamente legate alla salute animale e le tossinfezioni alimentari.
Il Benessere Animale nel suo complesso, oltre alla salute ed al benessere fisico, considera anche il suo benessere psicologico e la capacità di esprimere i  comportamenti naturali dell’animale. E’ influenzato da stress e malattie che si riflettono sui prodotti derivati e sulla filiera alimentare. Il Benessere Animale è uno strumento che valuta la combinazione di più indicatori che misurano l’ambiente dove gli animali vivono, la facilità ad avere acqua e cibo, la stabulazione, la risposta dell’animale, il suo welfar, collegato alla sicurezza alimentare.
Tutti i tipi di animali allevati: bovini da latte, bovini da carne, suini, avicoli, devono attenersi alle norme sul Benessere Animale.
Può essere considerato rispettato se gli animali sono in buona salute, si sentono bene e sono liberi dal dolore, come viene descritto dalle “cinque libertà”: dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione; un ambiente fisico adeguato; dal dolore e dalle malattie; di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali; dalla paura e dal disagio.
Il Benessere Animale, vanta radici normative dal 1996, che comprendono la tenuta dell’anagrafe bovina, il rispetto di norme sanitarie, il management eccetera, tuttavia una sua quantificazione espressa in un giudizio sintetico, è ancora lasciata alla volontarietà dell’allevatore. Essa s’identifica nella procedura volontaria di certificazione, cioè l’adesione a controlli di routine, secondo uno specifico regolamento, che verifica e quantifica il suo rispetto, utilizzabile  anche a fini commerciali.
Se è pur vero che rispettare la normativa è un dovere di tutti, aderire ad un programma di controlli contingente, potrebbe essere considerato l’ennesimo balzello.
In realtà non è propriamente così...
Vediamo di cosa si tratta e la sua eventuale utilità in questa seconda parte...
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