In Terra Santa, quella porta fra Oriente e Occidente

Israele, Palestina, Terra Santa. Tre definizioni per un fazzoletto di terra grande quanto il Lazio posto tra il Mediterraneo ed il mar Morto, incuneato tra Egitto, Siria e Giordania, ognuna delle quali è parziale e non dà conto dell’estrema complessità di questo territorio, porta d’Oriente che guarda ad Occidente, fortemente radicato nella propria diversità. Da un lato i grattacieli di Tel Aviv, la città del divertimento e dell’effimera gioia del consumismo balneare, dall’altra la solitudine allucinata di Qumran, nell’inferno dantesco delle acque immote e limacciose del mar Morto, dove il cielo terso del deserto di Giuda diventa diafano e l’aria odora di fango e di sale. Dalla vita frenetica della città moderna ai silenzi della lavra di San Saba nel deserto di Samaria, inerpicata sulle rocce e sferzata dal vento, il viaggio, nella dimensione del pellegrinaggio sulle orme della monaca Eteria o dell’Anonimo Piacentino, è, nella sua essenza più autentica, un viaggio all’interno di se stessi, nella propria anima, sollecitato dalle suggestioni che questa terra offre, perchè “santa”...
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