Così fragili e forti, la tenacia delle donne oltre ogni ostacolo

Tina Maffezzoni di donne ne ha incontrate tante. Incontri di tutta una vita. In tutto il mondo, in quella parte di mondo sempre un po’ più a sud di altre. Donne forti. Impaurite. Fragili, determinate. Donne sconfitte, mai dome. Stremate, pronte a rialzarsi. Tina Maffezzoni le ha incontrate, le ha soccorse per professione. Per scelta. Ha lavorato «come ostetrica in un Consultorio - racconta - mi sono sempre occupata di donne sia italiane che straniere. Ho dato vita a progetti di educazione alla salute per le donne soprattutto straniere». Quando l’abbiamo conosciuta, agli inizi degli anni 2000, era appena rientrata dal Nepal dove si era occupata di formazione del personale locale sulla salute della donna. E non si è più fermata puntanto dritto, anche dopo la pensione, verso la strada dell’operatore umanitario. «Ho cominciato a interessarmi sempre più di migrazioni - spiega - e dal 2007 mi sono aggregata a Medici Senza Frontiere». Con Msf è stata in Sud Sudan, Haiti, Congo. Tra il 2016 e il 2017 è stata nel campo Sant’Antonio a Ventimiglia. Una decina di giorni fa è rientrata dal campo profughi di Moria, nell’Isola di Lesbo dove è rimasta circa tre mesi. A Cremona nel 2009 ha fondato “Donne senza Frontiere”, associazione nata con l’obiettivo di essere di sostegno all’universo femminile; nel 2017 la Città di Cremona l’aveva candidata al premio regionale “Rosa Camuna” per la sua intensa attività umanitaria...
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