Arte e cultura, quale deve essere il ruolo dello Stato?

28 NOV 18
Ultimo aggiornamento: 11:5516 GIU 26
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«Se l’arte insegna qualcosa, è proprio la dimensione privata della condizione umana. L’arte stimola nell’uomo il senso della sua unicità, dell’individualità, della separatezza, trasformandolo da animale sociale in un “Io” autonomo. È questo il motivo per cui l’arte non è propriamente apprezzata dai paladini del bene comune, dai padroni delle masse, dagli araldi della necessità storica». Sono parole di Iosif Brodskij, tratte dal discorso per il premio Nobel conferitogli nel 1987. Credo riassumano ottimamente l’importanza del fare e del “consumare” arte e cultura. Più complicato è invece stabilire cosa intendiamo con “arte” e “cultura”, e soprattutto individuare i modi migliori per promuovere la produzione e la fruizione di cultura. È quello che abbiamo cercato di fare nel libro “Il pubblico ha sempre ragione? Presente e futuro delle politiche culturali”, pubblicato di recente dalla casa editrice dell’Istituto Bruno Leoni...
Filippo Cavazzoni
Direttore editoriale
Istituto Bruno Leoni
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