Rifiuti, problema o risorsa da valorizzare?

28 NOV 18
Ultimo aggiornamento: 16:46 | 16 MAG 25
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Il serrato dibattito tra Salvini e Di Maio sui termovalorizzatori, modello Copenaghen o cabina telefonica, ha la sola certezza di durare a lungo. Probabilmente è vero che occorrono almeno 7 anni per costruirne uno, ma altrettanti o più per spegnerlo. La settimana scorsa, ci saremo chiesti anche: il nostro termovalorizzatore di che tipo è? Che confronto possiamo fare con le città vicine? Proviamo quindi a verificare quel che sappiamo, con il dubbio che, alla fine, ci siano poche risposte e nuove domande.
Differenziata - Il primo interrogativo riguarda il rapporto tra raccolta differenziata e termovalorizzatore. Chiaro che se si migliora la raccolta differenziata - in città siamo alla soglia del 75% - diminuisce la quantità di rifiuti da bruciare. Bene da un lato, ma prosaicamente meno bene dall’altro se si considera che, diminuendo la quantità di rifiuti, diminuisce anche il recupero di energia elettrica e calore per il teleriscaldamento. Alcuni anni fa, a Piacenza, chiedevo dati sulla percentuale della differenziata. Mi avevano risposto: qui non si andrà fino all’ultima soglia, se no cosa si brucia nel termovalorizzatore?
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