Un sociale da guinness

Se non è un vero e proprio boom, poco ci manca. In un Paese (e a Cremona questa caratteristica risulta ancora più accentuata), dove l’invecchiamento della popolazione prosegue senza sosta, aumentano e si diversificano i bisogni delle fasce della popolazione più avanti negli anni, e con esse prolificano e si sviluppano le attività che si occupano a vario titolo di sociale. E così, mentre domenica 23 settembre, proprio a Cremona, si celebrerà la 27ª edizione della Festa del Volontariato (ben 132 stand di associazioni presenti con il coinvolgimento di oltre 800 volontari, ndr), lo sviluppo dirompente dell’attenzione verso il sociale - ben fotografato dalla Camera di commercio di Milano-Monza-Brianza e Lodi che ha elaborato i dati del registro delle imprese al primo trimestre 2018, 2017 e 2013, è rappresentato dal + 16% in Lombardia nell’arco di cinque anni, mentre in provincia di Cremona - 339 le imprese attive nel 2018 - il boom ha sfiorato il 10% (+ 9,7%) fra il 2013 e il 2018, mentre la variazione nell’ultimo anno ha fatto segnare un robusto + 2,7%. Un comparto sempre più importante, soprattutto per il numero e la qualità dei servizi erogati, ma anche per il peso economico, estremamente significativo: in Italia si parla di un settore che conta 68mila imprese, 800mila addetti e 32 miliardi di euro di giro d’affari. In Lombardia le imprese sono 12mila, 184 mila gli addetti e 8 miliardi di euro il giro d’affari: come a dire che la nostra regione, da sola, vale un quarto dell’intero comparto a livello nazionale. E sotto il Torrazzo? In provincia di Cremona, come si diceva, il settore conta 339 imprese con quasi 7mila addetti (6.944). A livello nazionale è Roma la prima città per numero di imprese e di addetti, ma è Milano ad occupare il primo gradino del podio per il giro d’affari (4,5 miliardi di euro a fronte dei 3,6 miliardi di euro della capitale)...
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