Qui Europa, Fortezza Bastiani

2 AGO 18
Ultimo aggiornamento: 05:33 | 19 GIU 26
Immagine di Qui Europa, Fortezza Bastiani
La cultura come formidabile strumento per vincere la sfida della globalizzazione, di cui bisogna saper cogliere le opportunità senza esserne travolti. La cultura come veicolo per difendere e valorizzare le peculiarità di un Paese come l’Italia, custode per l’umanità intera di un patrimonio di inestimabile valore. «Investire in cultura significa avere ricadute che vanno al di là del bene economico, parliamo di identità, di lotta al disagio sociale e al miglioramento della qualità della vita». Concetti importanti quelli espressi nell’intervista rilasciata in esclusiva al nostro settimanale dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il 27 luglio in visita a Cremona. Pensieri poi declinati concretamente attraverso l’annuncio di un maxi piano di assunzioni per i giovani (si parla di migliaia) destinati ad essere impiegati a vario titolo nel settore culturale, «i migliori professionisti, archeologi, storici dell’arte e architetti, premiando il merito».
Proprio dalla visita del ministro dei Beni e delle Attività Culturali, dalle sue dichiarazioni e dalle riflessioni che ne sono scaturite ho preso spunto per stendere questo corsivo che viene pubblicato sull’ultimo numero di <+S CORSIVO>Mondo Padano <+S TONDO>prima della consueta pausa di agosto, un’occasione propizia, trovandoci a metà dell’anno, per raccogliere qualche pensiero sui mesi che ci siamo lasciati alle spalle, per soffermarsi sui principali avvenimenti e per guardare ai mesi che verranno. Il ministro Bonisoli ha parlato della cultura come di un ponte verso l’esterno, come di uno strumento per riuscire a governare e gestire le contraddizioni della globalizzazione e gli aspetti negativi che vi sono connaturati...
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