Il Dr. Paolo Ricci: «Tumori, è meglio diffidare delle cure alternative»

27 MAG 18
Ultimo aggiornamento: 16:39 | 16 MAG 25
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I dati di un Registro Tumori, quello della ATS val Padana nello specifico di Cremona, che per altro sono stati correttamente riportati e presentati nel precedente numero di Mondo Padano, consentono di osservare ciò che una casistica clinica, per suo limite intrinseco, non può essere in grado di stabilire. La ragione sta nel fatto che l’osservazione include tutti i nuovi casi di tumore maligno insorti negli abitanti di uno specifico territorio,  indipendentemente dal luogo in cui è stata diagnosticata o trattata la loro malattia, in Italia o all’estero, purché ciò sia avvenuto tramite il Servizio Sanitario Nazionale. Una casistica clinica, salvo le situazioni in cui l’ospedale che la crea fosse l’unico ad essere accessibile, non è mai rappresentativa della totalità di cui partecipa, talché le osservazioni che ne possono derivare valgono moltissimo, ma soltanto per il singolo, mai per la generalità dei casi che non sono stati tutti identificati e classificati. Di questo si occupa l’epidemiologia che negli ultimi 50 anni ha riscritto molti capitoli dell’oncologia classica, sulle cause e sui migliori percorsi diagnostico-terapeutici che si sono poi tradotti in protocolli di cura scientificamente validati a livello internazionale, nonché adottati nei centri di più alta specializzazione...
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Dr. Paolo Ricci
Responsabile Osservatorio
Epidemiologico
ATS della Val Padana