Metalmeccanico, la Lombardia si riprende, Cremona perde colpi

La cautela è d’obbligo, vista la gravissima crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni (ben 7mila i lavoratori licenziati negli ultimi due anni, ndr), ma i numeri del 44° Rapporto relativo al secondo semestre del 2017, redatto dalla Fim Cisl Lombardia, diffusi mercoledì mattina a Milano, lasciano ben sperare per il futuro e anche per il metalmeccanico sembra davvero giunta al termine la lunghissima traversata nel deserto iniziata quasi dieci anni fa. Sembra, perchè, in realtà, non in tutti i territori si è registrato un miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno. E Cremona, purtroppo, risulta fra questi, con una crescita sia del numero delle aziende in crisi (27 a fronte delle 22 del primo semestre dell’anno, ndr) sia dei lavoratori (465 a fronte dei 409 lavoratori del primo semestre, ndr). Numeri che non si discostano molto da quelli del primo semestre, ma che preoccupano perchè registrano comunque un peggioramento del quadro ed un trend in controtendenza rispetto al percorso intrapreso dalla Lombardia. L’indagine, realizzata dall’Osservatorio Regionale della crisi e dell’occupazione, rileva sistematicamente i dati nelle circa 7mila aziende industriali con oltre 550mila lavoratori.
In Lombardia, dunque, nel secondo semestre dell’anno, risultano interessate da processi di crisi 323 aziende (a fronte delle 509 del primo semestre) per 9.201 lavoratori (erano stati 14.744 nei primi sei mesi dell’anno).
Diminuisce, a livello regionale, in modo significativo, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che coinvolge 263 aziende (410 nel semestre precedente) e 6.847 lavoratori (11.644 nel semestre precedente). Meno evidente, invece, la frenata della cassa integrazione straordinaria utilizzata in 42 aziende (52 nel semestre precedente) per un totale di 1.961 lavoratori coinvolti (2.090 nel semestre precedente). Più che dimezzato il ricorso alla mobilità che scende a quota 22 aziende (47 nel semestre precedente) con una conseguente riduzione anche del numero di licenziamenti che si attestano a 393 (1.010 nel semestre precedente).
In Lombardia, dunque, nel secondo semestre dell’anno, risultano interessate da processi di crisi 323 aziende (a fronte delle 509 del primo semestre) per 9.201 lavoratori (erano stati 14.744 nei primi sei mesi dell’anno).
Diminuisce, a livello regionale, in modo significativo, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che coinvolge 263 aziende (410 nel semestre precedente) e 6.847 lavoratori (11.644 nel semestre precedente). Meno evidente, invece, la frenata della cassa integrazione straordinaria utilizzata in 42 aziende (52 nel semestre precedente) per un totale di 1.961 lavoratori coinvolti (2.090 nel semestre precedente). Più che dimezzato il ricorso alla mobilità che scende a quota 22 aziende (47 nel semestre precedente) con una conseguente riduzione anche del numero di licenziamenti che si attestano a 393 (1.010 nel semestre precedente).
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