Quando il telefono vale più di un amico

Avolte, scherzosamente, ma neppure troppo, diciamo che il telefonino è un’estensione del corpo umano. In effetti ci sono molte persone che non vi si allontanano mai per più di un metro, neppure quando vanno a letto. Del resto lo smartphone rappresenta oggi un elemento essenziale per gestire la comunicazione, in quanto la messaggistica è il servizio più utilizzato da parte degli utenti della telefonia mobile, soppiantando le telefonate che sono invece diventate il decimo servizio più utilizzato. Se pensiamo che dieci anni fa telefonare era la prima cosa che si faceva con un telefono, ci rendiamo conto di come siano cambiate le cose. Il problema è quando questa tendenza, che è comunque comune a molti, sfocia in situazioni patologiche, soprattutto tra gli adolescenti, laddove si scopre che ciò a cui si sentono più legati è il proprio cellulare, rispetto invece alle relazioni personali con amici e familiari. Così abbiamo famiglie a tavola in cui il figlio invece di interagire con i genitori resta immerso nel suo mondo virtuale. Situazioni che da un lato rappresentano una normale evoluzione delle comunicazioni, dall’altro però possono sfociare in patologia...
Filippo Renga
Co-fondatore degli osservatori Digital Innovation
della School of Management
del Politecnico
di Milano