Una luce per il Congo con l’aiuto di Cremona

Si inaugura oggi, a Mbuji Mayi, capoluogo della provincia congolese del Kasai orientale, il nuovo reparto di maternità dell’ospedale St Jean Baptiste di Kansele. Al progetto, durato un paio d’anni, la diocesi di Cremona ha contribuito con la raccolta di fondi (circa 17mila euro in tutto) nell’Avvento di fraternità dello scorso anno. La nostra diocesi è stata coinvolta perchè, da un anno e mezzo, lavora a Kansele Paolo Carini, l’unico volontario laico cremonese. Lo sentiamo al telefono via whatsapp.
Innanzitutto dov’è il Kasai orientale e come mai si è deciso di ristrutturare proprio quell’ospedale?
«Il Kasai è una delle 26 province della Repubblica democratica del Congo. E’ in una posizione centrale a circa 1.000 chilometri dalla capitale Kinshasa e altrettanti dal confine orientale con il Burundi. E’ una zona conosciuta per l’estrazione dei diamanti, ma soffre da una decina d’anni la crisi profonda della Miba, l’azienda di ricerca mineraria attorno alla quale è stata costruita tutta la città. Ci si arriva in aereo e purtroppo anche la gran parte delle merci arriva via cargo con costi elevatissimi. Un litro di benzina costa l’equivalente di 2 dollari. Quasi altrettanto costa un chilo di farina di mais, ingrediente base per il fufu che è il piatto di tutti i giorni. Ma a sentire padre Mario, un salesiano venezuelano che opera in periferia, in alcune zone la gente non mangia tutti i giorni, ma 4 o 5 volte la settimana»...
«Il Kasai è una delle 26 province della Repubblica democratica del Congo. E’ in una posizione centrale a circa 1.000 chilometri dalla capitale Kinshasa e altrettanti dal confine orientale con il Burundi. E’ una zona conosciuta per l’estrazione dei diamanti, ma soffre da una decina d’anni la crisi profonda della Miba, l’azienda di ricerca mineraria attorno alla quale è stata costruita tutta la città. Ci si arriva in aereo e purtroppo anche la gran parte delle merci arriva via cargo con costi elevatissimi. Un litro di benzina costa l’equivalente di 2 dollari. Quasi altrettanto costa un chilo di farina di mais, ingrediente base per il fufu che è il piatto di tutti i giorni. Ma a sentire padre Mario, un salesiano venezuelano che opera in periferia, in alcune zone la gente non mangia tutti i giorni, ma 4 o 5 volte la settimana»...
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