Milano
Accoltella militari, indagato per terrorismo internazionale / VIDEO

"Non abbiamo elementi per poter dire assolutamente nulla. E al vaglio c'è tutto quello che abbiamo raccolto, stiamo controllando poi faremo anche" ricerche "di natura informatica". Così il questore di Milano, Marcello Cardona, ha commentato l'aggressione da parte di Ismail Tommaso Hosni, 20enne italo-tunisino, che giovedì sera in stazione Centrale ha aggredito e accoltellato in modo non grave due militari e un poliziotto della Polfer che gli avevano chiesto i documenti.
Terrorismo internazionale e tentato omicidio: le indagini e i capi di accusa a carico dell'aggressore
L'uomo è indagato anche per terrorismo internazionale. L'apertura del fascicolo, affidato ai pm dell'antiterrorismo di Milano Alberto Nobili e Alessandro Gobbis, si è resa necessaria per portare avanti una serie di verifiche sulla possibile rete di contatti del giovane e accertare eventuali legami con personaggi nella galassia del Daesh, ma anche svolgere approfondimenti sul profilo Facebook. Mentre l'indagine per tentato omicidio è invece condotta dal pm Maura Ripamonti.
In particolare, i pm dell'Antiterrorismo milanese stanno facendo verifiche per capire se un profilo Facebook con nome Ismail Hosni che contiene uno o più video inneggianti al Daesh appartenga al giovane arrestato alla Stazione Centrale per aver ferito a coltellate due soldati e un agente. Il profilo è stato oscurato, al momento: sulla pagina compare una scritta che spiega che il contenuto non è accessibile. Alcune agenzie di stampa hanno ipo
Nella conferenza stampa in Questura a Milano sono stati chiariti alcuni elementi sull'accoltellamento di due militari e un agente della polizia ferroviaria, tutti ora si trovano fuori pericolo. "Stiamo indagando per delineare il profilo del soggetto: rete relazionale e famiglia. Dopo che è stato fermato si è svolto tutto in tranquillità, è rimasto svenuto per quasi un'ora, in stato abbandono, visitato dai medici. Poi abbiamo rilevato impronte e lo abbiamo ascoltato. Non ha mai fatto riferimenti a Isis e radicalismo islamico" ha spiegato il dirigente della Digos, Claudio Ciccimarra.
Tommaso Ben Yousef Hosni Ismail ha raccontato agli inquirenti di essere nato in Italia da padre tunisino e madre italiana, e di essere andato da bambino con il padre in Tunisia, dove sarebbe rimasto fino al 2015. Rientrato in Italia, viveva da sbandato: frequentava la stazione Centrale e dormiva in macchina. A quanto risulta non aveva contatti con la madre, che vive in Puglia. Nella sua auto non sono stati trovati documenti né altri averi. Durante l'interrogatorio non ha fatto nessun riferimento a estremismo islamista e terrorismo. Il racconto dell'uomo verrà verificato dagli inquirenti: «Non ci è sembrato uno squilibrato - ha riferito il Questore di Milano - e il magistrato non ha disposto alcuna valutazione sanitaria».
