Anffas, 50 anni oltre le barriere

16 OTT 16
Ultimo aggiornamento: 16:15 | 16 MAG 25
Immagine di Anffas, 50 anni oltre le barriere
A Cremona l’invito della neonata associazione nazionale dell’Anffass viene accolto il 16 dicembre del 1966 grazie al lavoro di Paolo Morbi, padre di un bambino con disabilità, e di alcuni altri genitori che fondano la Sezione di Cremona, al suo inizio ubicata in via Aporti 17. In quella data fu eletto il primo consiglio composto dal dr. Genevini come presidente, accompagnato dai consiglieri Paolo Morbi, Alba Genevini, Franco Ghisalberti, Angelo Ardizzone, Aldo Caraffini, Giuseppe Poli, Stella Silvi.
Fin dall’inizio la finalità dell’Associazione era quella di supportare le famiglie e proporre alcune attività ai ragazzi attraverso la frequenza di corsi di attività artigianali. Dopo due anni, nel 1968, in via XI Febbraio presso l’Istituto Sacra Famiglia parte un corso di addestramento professionale di falegnameria per 15 giovani della città e provincia, che conta su un finanziamento del Ministero del Lavoro e che vede la possibilità di sviluppare le capacità delle persone con disabilità intellettiva e relazionale. Con l’arrivo degli anni ’70 si fa presente una pressante e una urgente necessità di formazione e occupazione per persone con disabilità. Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Provinciale, si aprirà la Scuola Occupazionale destinata a ragazzi di età superiore ai 14 anni. Per sopperire alle necessità di spostamento, in quell’occasione viene consegnato all’Anffas un pulmino acquistato grazie alla generosità della cittadinanza che tramite una sottoscrizione del giornale La Provincia raccoglie i fondi necessari per l’acquisto e il Comune, su proposta degli assessori Bruno Poli e Gualtiero Cantelli, provvede ad assumere un autista.
Nello stesso anno vengono organizzate vacanze per i giovani che frequentano i laboratori, e per parecchi di loro è la prima volta che lasciano la loro casa, la loro città, i loro genitori per una breve vacanza. La meta sarà Vestone in Val Sabbia. La sede di via XI Febbraio risulta ormai insufficiente e quindi vengono chiesti nuovi spazi più ampi e idonei alle attività che stanno sviluppandosi.
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