«Dopo l’emergenza ebola a questo Paese mancano ancora strutture e personale»

A volte l’esigenza di partire, di mettere il proprio tempo a servizio del prossimo, è più forte di qualsiasi cosa. Tanto che dopo anni di onorata carriera in terra italiana, si decida di fare i bagagli e partire verso Paesi in difficoltà, per offrire il proprio contributo.
Così Alberto Rigolli, medico ginecologo dell’Asst di Cremona, è partito giovedì alla volta della Sierra Leone, dove resterà per due anni come responsabile dell’intervento all’interno del Princess Christian Maternity Hospital di Freetown, la più importante maternità del Paese, che va fatta ripartire dopo ebola e tutto quello che ne è conseguito. Una scelta maturata dopo un percorso durato anni, insieme all’associazione Medici con l’Africa Cuamm...
Così Alberto Rigolli, medico ginecologo dell’Asst di Cremona, è partito giovedì alla volta della Sierra Leone, dove resterà per due anni come responsabile dell’intervento all’interno del Princess Christian Maternity Hospital di Freetown, la più importante maternità del Paese, che va fatta ripartire dopo ebola e tutto quello che ne è conseguito. Una scelta maturata dopo un percorso durato anni, insieme all’associazione Medici con l’Africa Cuamm...
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