I funerali ad Amatrice
I funerali ad Amatrice. «Non uccide il terremoto, ma le opere dell'uomo»

242 cognomi e nomi
, in ordine alfabetico. Li ha scanditi il
vescovo di Rieti, Domenico Pompili
, all'inizio dei funerali solenni delle vittime del terremoto celebrati ad
Amatrice
, la cittadina che con
231 morti
ha pagato il più alto tributo al
sisma del 24 ag
osto
. Sotto le due tensostrutture allestite nel cortile del complesso Don Monizzo
le bare erano 28
, provenienti da Rieti. Due le bare bianche, con i corpi di bambini. Altre 10 bare, che si trovavano al cimitero di Amatrice, non sono state trasportate lì, forse a causa delle cattive condizioni atmosferiche. Per tutta la celebrazione
ha continuato a scendere la pioggia
. Il tendone era gremito di familiari e conoscenti,
circa tremila persone
: sono state preparate 2.200 ostie distribuite da 16 sacerdoti.
«UCCIDONO LE OPERE DELL'UOMO».
"Dio non può essere utilizzato come il capro espiatorio" ha detto Pompili all'omelia, breve quanto intensa. "Al contrario, si invita a guardare in quell'unica direzione come possibile salvezza". I terremoti esistono da sempre, ha ricordato. E proprio i terremoti hanno hanno generato quei paesaggi "che ci stupiscono per la loro bellezza". Senza i cataclismi non esisterebbero le montagne. "Il terremoto non uccide" ha scandito il celebrante. "Uccidono piuttosto le opere dell'uomo!" .
L'omelia di monsignor Domenico Pompili
x75TrrBXwdI;430;242
Io difendo Dio (parlare non basta)
Io difendo Dio (parlare non basta)
di Ernesto Olivero
È L'ORA DELLA «MITEZZA».
Per curare le ferite fisiche, psicologiche e spirituali, "non basteranno giorni, ci vorranno anni". La qualità che serve ora, ha proseguito il vescovo, è la mitezza. Quella mitezza che è "un abbraccio forte e discreto". "Solo così la ricostruzione non sarà una 'querelle politica' o una forma di sciacallaggio" ma "quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi".
QUESTA TERRA RIVIVRA'.
"Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta", ha detto Pompili. E ha concluso leggendo un messaggio, tra i tanti che gli sono giunti: "Non ti abbandoneremo uomo dell'Appennino: l'ombra della tua casa tornerà a giocare sulla natia terra".