“Dopo di noi” in comunità

28 LUG 16
Ultimo aggiornamento: 16:12 | 16 MAG 25
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Se la qualità della nostra vita non è buona costiamo moltissimo. A noi stessi, insaziabili di bisogni. Alla nostra famiglia che si trova a condividere con noi frustrazioni e aspettative inespresse. Alla comunità che magari ci ritrova malati o attaccati a una slot machine in attesa del paradiso d’oro. Costiamo di più anche al nostro datore di lavoro, se ce l’abbiamo, perchè più siamo “infelici” e meno rendiamo.
Ciò vale per i normo dotati, se si è portatori di qualche limitazione fisica o mentale, lo scenario spesso si complica ulteriormente. Indipendentemente dal grado di consapevolezza personale - che aprirebbe un ampio dibattito sulla relazione tra felicità, “normalità” e disabilità - l’interazione con il mondo nel quale si vive, quando si si ha qualche handicap (ancor più se grave) richiede sforzi maggiori. In termini di emozioni, sentimenti, relazioni, impegno umano ed economico. Il costo è impegnativo quando i familiari più stretti sono in vita e l’aiuto è gratuito, potrebbe esserlo ancor di più quando questi se ne vanno...
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