Percorsi scuola-lavoro, alternanza a singhiozzo

È una norma contenuta nella ‘Buona scuola’ di Renzi, ma fin qui pare aver prodotto solo una prova generale di dialogo fra mondo del lavoro e mondo scolastico. È un cammino accidentato quello dell’alternanza scuola-lavoro, il periodo che oggi, obbligatoriamente, gli studenti delle scuole superiori (dal terzo al quinto anno) devono trascorrere in una azienda, a completamento del proprio percorso di formazione. Parliamo di 400 ore per gli istituti tecnici e di 200 ore per i licei. Una scelta che, nelle intenzioni, doveva avvicinare l’Italia ad altri paesi europei in cui gli scambi fra formazione e lavoro hanno già dato buoni frutti, come in Germania per esempio, ma che al momento pare scontare difficoltà sia nel garantire un numero di aziende disposte a ospitare studenti congruo alla popolazione scolastica provinciale, sia nel facilitare l’inserimento stesso. E in soccorso arrivano… le parrocchie. Ma non ci sono solo ombre: l’esperienza è ritenuta importante per più di un motivo sia a scuola che in azienda...
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