Cremasco, partecipate Scrp è in cerca di futuro

«Abbiamo fatto quello che c’è stato chiesto, quindi abbiamo assolto al nostro compito. Ci presentiamo, io e i quattro del consiglio di amministrazione, con il bilancio da approvare e le carte in regola. Se me lo chiedono resto».
Questo quanto dice Pietro Moro, presidente in scadenza a metà del prossimo mese di Scrp, società che gestisce reti e patrimonio di 52 comuni del cremasco, i cui sindaci spesso nelle assemblee si mostrano agguerriti e non sempre trovano un punto d’accordo unanime.
Scusi, presidente, ma pare che qualche problema inerente ad alcuni progetti esista. Per esempio, a Roma vi hanno bocciato la caserma di vigili del fuoco.
«Il ministero degli Interni ha avocato a sé il progetto e lo farà gestire dal comando dei Vigili del fuoco. Farà un bando di gara e io sono pronto a scommettere che entro due anni avremo la caserma. Il problema è tutto romano. La bocciatura è dettata da motivi tecnici e non ad altro».
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Questo quanto dice Pietro Moro, presidente in scadenza a metà del prossimo mese di Scrp, società che gestisce reti e patrimonio di 52 comuni del cremasco, i cui sindaci spesso nelle assemblee si mostrano agguerriti e non sempre trovano un punto d’accordo unanime.
Scusi, presidente, ma pare che qualche problema inerente ad alcuni progetti esista. Per esempio, a Roma vi hanno bocciato la caserma di vigili del fuoco.
«Il ministero degli Interni ha avocato a sé il progetto e lo farà gestire dal comando dei Vigili del fuoco. Farà un bando di gara e io sono pronto a scommettere che entro due anni avremo la caserma. Il problema è tutto romano. La bocciatura è dettata da motivi tecnici e non ad altro».
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