Famiglia e lavoro, si può?

20 MAR 16
Ultimo aggiornamento: 16:03 | 16 MAG 25
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La strada per il raggiungimento della piena parità fra uomo e donna in ambito lavorativo è ancora lunga, non solo a livello normativo, ma anche e soprattutto a livello culturale. E su questo fronte c’è ancora molto lavoro da fare». A parlare così è Carmen Fazzi, nominata lo scorso novembre Consigliera di Parità, figura istituita dalla legge 125/1991 e poi confluita nel decreto legislativo 198/2006 del Codice delle pari opportunità fra uomo e donna. Ed è proprio dall’attenta attività di monitoraggio di questo istituto (una rete composta da due consigliere per ogni provincia, due in ogni regione e altre due a livello nazionale), che emerge come, al di là dei numeri, sia ancora ampio il divario in termini di opportunità reali sul fronte lavorativo: non solo nel momento della selezione che precede l’accesso al lavoro, ma anche in termini di carriera. E se vi sono settori, come la sanità e la scuola, ma anche le forze di Polizia, dove le donne riescono a raggiungere le posizioni apicali con minore difficoltà rispetto al passato, vi sono altri ambiti che restano ancora un enclave prettamente maschile. Un dato su tutti: in provincia di Cremona, fra i lavoratori dipendenti, i dirigenti maschi sono 407, le donne sono solo 56, come a dire nove volte di meno a fronte del fatto che i lavoratori maschi sono 41.124 e le femmine 31.767.
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