Al market dei violini

Per avere un violino in bianco da verniciare non serve più andare, come si faceva qualche anno fa, alla fiera Music China di Shanghai, oppure attendere l’arrivo del commerciante di turno che dal bagagliaio della sua auto di grossa cilindrata, rigorosamente con targa estera, scarica quanto richiesto sulla soglia della bottega. Basta recarsi in corso Garibaldi: dietro la vetrina di un anonimo negozio, discretamente occultata da una tenda veneziana, come tanti capi di abbigliamento posti sulle grucce di un grande magazzino, i violini “bianchi” sono appesi uno dietro l’altro in attesa di un compratore. Non uno studente e neppure un musicista in erba. Per esser posti in commercio gli strumenti devono ancora essere verniciati ed etichettati. Operazione che può fare solo un liutaio, a mano o a spruzzo. A questo punto non importa neppure come. La fatica va riservata solo ad un prodotto artigianale degno di questo nome. E qui siamo nel campo della produzione industriale di serie. A poche decine di metri dalla casa nuziale di Antonio Stradivari...
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