Sindacati uniti contro il precariato

12 FEB 16
Ultimo aggiornamento: 16:01 | 16 MAG 25
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Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals e Fgu  uniti contro il precariato. C’è stata grande adesione ieri nella giornata in difesa dei diritti dei precari che ha visto numerosi presidi davanti alle sedi delle Prefetture d’Italia. A Cremona, sindacati docenti e personale Ata si sono dati appuntamento, nel pomeriggio di ieri, per protestare contro la mancanza di un tavolo di confronto tra il ministero e le organizzazioni sindacali sul tema del bando di concorso che non può, di fatto, essere affrontato ignorando la realtà di un precariato a cui la legge 107 non ha ancora dato risposte concrete.
“La 107 non ha ad oggi diminuito il precariato anzi, in alcuni casi lo ha addirittura raddoppiato” – denuncia il segretario generale Uil Scuola Cremona Lodi Mauro Colafato. Che, a margine della manifestazione ha aggiunto: “Voglio ricordare che sul precariato c’è stata la sentenza della Corte di Giustizia Europea, del novembre 2014, riguardo l’abuso da parte della pubblica amministrazione italiana nello stipulare contratti al personale docente e Ata con più di tre anni di servizio, cosa che risulta in contrasto con la normativa europea. Stiamo parlando di personale scolastico che, da decenni entra nelle scuole, fa lezione ai nostri figli e per loro si occupa della sorveglianza e dell’igiene dei locali scolastici. Queste persone devono essere stabilizzate subito. Parliamo di lavoratori, in servizio da anni, che hanno conseguito costose abilitazioni, spesso al prezzo di trasferimenti in altre regioni, lontano dalle proprie famiglie, per ottenere un contratto a tempo determinato”.
Per la Uil Scuola il concorso deve tornare ad essere l’unico strumento di reclutamento capace di evitare il continuo riformarsi di altro precariato, ma occorrono regole chiare e trasparenti per i candidati. “ Le due domande scritte previste in lingua straniera – continua Colafato –  rappresentano,  ad esempio,  una inaccettabile discriminazione verso coloro che nella loro vita professionale non si sono mai visti chiedere un tale requisito. Il concorso deve poter dare ai candidati pari opportunità. Se l’amministrazione intende privilegiare l’assunzione di docenti in possesso di elevate competenze può farlo inserendo l’esame in lingua straniera come prova facoltativa cui assegnare uno specifico punteggio.
Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola Snals e Fgu, hanno pertanto chiesto una immediata apertura di un tavolo di confronto in cui discutere, essenzialmente, come valorizzare la professionalità di coloro che per anni hanno consentito di far fronte alle esigenze del sistema scolastico.
Tra le richieste dei sindacati anche: il mancato pagamento delle ferie non fruite, l’applicazione degli scatti di stipendio per il personale precario, già restituito dai Giudici a coloro che ne hanno fatto richiesta nelle aule dei Tribunali, il blocco immediato della trattenuta per il Tfr e la stabilizzazione del personale Ata per il quale si richiede un concorso pubblico ad hoc.
“Infine – taglia corto Colafato – la Buona Scuola non ha affatto risolto il problema della “supplentite”,  visto che rimarranno, di fatto, nelle graduatorie più di centomila docenti precari abilitati. Tutti lasciati, illegittimamente, fuori dalle GaE ( Graduatorie ad esaurimento). Come pure le decine di migliaia di amministrativi, tecnici ed ausiliari ai quali viene negato persino il turn-over”.