Prezzo del latte, Lactalis avverte: dal 1° marzo dovremo pagarlo meno

A fine mese scadrà l’accordo sottoscritto lo scorso novembre al ministero delle politiche agricole dai rappresentanti della trasformazione e dalle organizzazioni agricole che stabiliva un aumento di 2,1 centesimi di euro per ogni litro di latte rispetto al prezzo fatturato ad ottobre 2015 (a cui si è poi aggiunto lo stanziamento di 25 milioni di euro del Mipaaf che ha permesso, aggiungendo un altro centesimo, di arrivare ad un prezzo di circa 37 centesimi al litro). E così, all’approssimarsi di questa scadenza torna a serpeggiare, fra gli allevatori, un senso di profonda inquietudine perchè dal mercato, soprattutto quello europeo, stanno arrivando segnali assai poco tranquillizzanti con i prezzi del latte in continua flessione. E non sembra in grado di rasserenare gli animi neppure l’accordo sul sistema di indicizzazione del prezzo - pur giudicato positivamente dalle organizzazioni agricole - raggiunto dalle parti lo scorso 28 gennaio alla prima riunione del Comitato consultivo previsto dall’accordo di filiera per il sostegno al comparto lattiero-caseario. Ad agitare le notti degli allevatori è anche una lettera inviata a tutti i conferenti appena prima di Natale dal gruppo Lactalis Italia con la quale l’azienda avverte i suoi fornitori che l’accordo siglato a novembre costringerà l’azienda a remunerare il latte italiano il 35% in più rispetto a quello tedesco», una situazione che - avverte l’azienda - «è impensabile credere che sia sostenibile a lungo termine».
Come a dire che, dal 1° di marzo in poi, quando l’accordo sottoscritto a novembre non avrà più vigore, Lactalis riterrà di avere nuovamente mani libere pagando ai conferenti un prezzo inferiore...
Come a dire che, dal 1° di marzo in poi, quando l’accordo sottoscritto a novembre non avrà più vigore, Lactalis riterrà di avere nuovamente mani libere pagando ai conferenti un prezzo inferiore...
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