Protocollo anti-smog di Ministero, Regioni e Comuni: tanto fumo e poco arrosto

30 DIC 15
Ultimo aggiornamento: 17:54 | 16 MAG 25
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La grande “emergenza smog” ha prodotto un documento di 13 pagine, di cui le prime 6 sono di premessa con tutte le citazioni delle varie leggi e provvedimenti in materia. Un plauso all’iniziativa, dopo un lungo periodo di inazione, ma dal documento emerge una vistosa assenza: le date e le modalità per verificare il rispetto degli impegni presi. Proprio ciò di cui abbiamo bisogno in Italia: controllo e pianificazione.
Vorremmo che i firmatari del Protocollo (Ministero Ambiente, Regioni e ANCI), al fine di renderlo efficace e non una mera dichiarazione d’intenti, si impegnassero pubblicamente, anche in modo separato a:
verificare ogni 6 mesi lo stato di attuazione delle iniziative elencate, per tutte le Amministrazioni locali
far pubblicare ad ISPRA un bollettino delle misure intraprese
identificare un’autorità di controllo per verificare che le iniziative siano messe in atto e segnalare eventuali inadempienze
fare una ricognizione dei progetti già in corso (es. La campagna “30 e lode” promossa da FIAB)
darsi obiettivi precisi, quantizzati e verificabili (es. come raggiungere composizioni modali del traffico prefissate). A Reggio Emilia, in occasione degli Stati Generali della Mobilità Nuova , presente l’allora non ancora Ministro, Graziano Delrio, si propose un 20-20-20 di modal split bici-pedoni-TPL entro 5 anni
Quanto sopra, naturalmente, vale per tutti i provvedimenti presi in “emergenza” , sicurezza stradale compresa.
Non vorremmo che da domani, con qualche giorno di pioggia l’emergenza venga regolarmente dimenticata e 10 cm di neve facciano scattare un’altra emergenza: scuole chiuse con ritardo e le consuete mille inutili polemiche. L’Inferno è lastricato di buone intenzioni, il Paradiso è fiorito di piccoli risultati dichiarati e raggiunti. Buon Anno Italia