Se l’accoglienza divide

15 NOV 15
Ultimo aggiornamento: 15:51 | 16 MAG 25
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L’appello di Papa Francesco di inizio settembre - ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi – ha dato una scossa al sistema di accoglienza. L’invito è stato accolto in alcune parrocchie e le amministrazioni comunali hanno dovuto tenerne conto. Le parrocchie non sono alberghi, non c’è il rischio di speculazione che era emerso di fronte ad iniziative private. E assecondare l’indicazione di questo Papa non può essere una scelta così impopolare come poteva esserlo lo scorso anno. La prima emergenza risale alla primavera del 2014, ma allora c’erano le elezioni da affrontare e i Comuni si sono tirati indietro. Oggi, Parrocchie e Comuni stanno cercando di affrontare il problema E’ da sottolineare che, ancora prima dell’appello del Pontefice, alcune amministrazioni si erano rese disponibili agli appelli della Prefettura: Casalbuttano, Corte de’ Frati, Gadesco, Stagno, San Daniele e Grumello. Poi hanno sottoscritto l’accordo con una cooperativa sociale per la gestione degli immigrati. Alcune parrocchie si sono sentite scavalcate e non l’hanno presa bene. (...)
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