Luogo di culto islamico delibera approvata con giallo

E alla fine il Centrosinistra resta solo.
Un’approvazione sofferta, che si chiude con il consenso compatto della maggioranza -14 voti -, la contrarietà dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e l’assenza di Centrodestra e Lega Nord, che ancora prima che l’assessore alla pianificazione territoriale Matteo Piloni illustri la proposta di variante che apre di fatto le porte alla realizzazione della musalla, lasciano l’aula è l’esito del dibattito in Sala degli Ostaggi. La frattura si apre già con l’intervento introduttivo del vicepresidente del consiglio comunale Antonio Agazzi, che chiede la parola per dichiarare il proprio scontento sull’operazione. Palese la contrarietà al capitolo musalla, aggravata dal fatto di vestire per l’occasione la giacca imparziale di presidente dell’assemblea, vacante per l’assenza di Vincenzo Cappelli, esponente Pd. Linea dura, la sua, e dimissioni immediate dal ruolo, consegnate nelle mani di un incredulo sindaco Bonaldi. Seduta sciolta, almeno così pare finché la segretaria comunale non prende parola interrompendo la bagarre: nell’ordinamento comunale non è prevista alcun tipo di vacatio, né di vuoto amministrativo che pregiudichi la continuità di organi fondamentali. Così afferma, impugnando il regolamento istituzionale; secondo legge la nomina vicaria andrebbe al consigliere più anziano, ovvero chi ha maturato il maggior numero di voti. Al tavolo della Giunta sale un sorpreso Emilio Guerini, chiamato a moderare l’assemblea tra il plauso del Centrosinistra e le infuocate proteste della minoranza....
Un’approvazione sofferta, che si chiude con il consenso compatto della maggioranza -14 voti -, la contrarietà dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e l’assenza di Centrodestra e Lega Nord, che ancora prima che l’assessore alla pianificazione territoriale Matteo Piloni illustri la proposta di variante che apre di fatto le porte alla realizzazione della musalla, lasciano l’aula è l’esito del dibattito in Sala degli Ostaggi. La frattura si apre già con l’intervento introduttivo del vicepresidente del consiglio comunale Antonio Agazzi, che chiede la parola per dichiarare il proprio scontento sull’operazione. Palese la contrarietà al capitolo musalla, aggravata dal fatto di vestire per l’occasione la giacca imparziale di presidente dell’assemblea, vacante per l’assenza di Vincenzo Cappelli, esponente Pd. Linea dura, la sua, e dimissioni immediate dal ruolo, consegnate nelle mani di un incredulo sindaco Bonaldi. Seduta sciolta, almeno così pare finché la segretaria comunale non prende parola interrompendo la bagarre: nell’ordinamento comunale non è prevista alcun tipo di vacatio, né di vuoto amministrativo che pregiudichi la continuità di organi fondamentali. Così afferma, impugnando il regolamento istituzionale; secondo legge la nomina vicaria andrebbe al consigliere più anziano, ovvero chi ha maturato il maggior numero di voti. Al tavolo della Giunta sale un sorpreso Emilio Guerini, chiamato a moderare l’assemblea tra il plauso del Centrosinistra e le infuocate proteste della minoranza....
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