Abbandonando la ricetta di Cottarelli lo Stato si allontana dal pensiero liberale

Caro Direttore,
del “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” forse non hanno colpito solo i numeri: credo abbiano molto colpito le parole. Il documento è sintetico, chiarito da tabelle e numeri. Uno lo riporto: le partecipate in Italia sono circa 10.000 in Francia circa 1000.
Mi soffermo su alcuni concetti espressi:
1) “circoscrivere il perimetro” delle partecipate: dare attuazione piena alla finanziaria 2008 :l’ente pubblico deve evitare di produrre beni e servizi che il settore privato può offrire;
2) trasparenza e opinione pubblica: trasparenza sulle partecipate vuol dire maggior pressione da parte dell’opinione pubblica e quindi maggiore efficienza. Si propone la messa a disposizione al pubblico di indicatori di efficienza e strumenti di business intelligence. I cittadini devono essere in grado di valutare la maggiore o minore economicità ed efficienza gestionale che deriverebbe dal togliere dalla mano pubblica la gestione/offerta di un bene o servizio. Viene poi posta la domanda dirimente: potrebbe l’attività in esame (erogazione servizio, bene, ecc.) essere svolta dal privato?
del “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” forse non hanno colpito solo i numeri: credo abbiano molto colpito le parole. Il documento è sintetico, chiarito da tabelle e numeri. Uno lo riporto: le partecipate in Italia sono circa 10.000 in Francia circa 1000.
Mi soffermo su alcuni concetti espressi:
1) “circoscrivere il perimetro” delle partecipate: dare attuazione piena alla finanziaria 2008 :l’ente pubblico deve evitare di produrre beni e servizi che il settore privato può offrire;
2) trasparenza e opinione pubblica: trasparenza sulle partecipate vuol dire maggior pressione da parte dell’opinione pubblica e quindi maggiore efficienza. Si propone la messa a disposizione al pubblico di indicatori di efficienza e strumenti di business intelligence. I cittadini devono essere in grado di valutare la maggiore o minore economicità ed efficienza gestionale che deriverebbe dal togliere dalla mano pubblica la gestione/offerta di un bene o servizio. Viene poi posta la domanda dirimente: potrebbe l’attività in esame (erogazione servizio, bene, ecc.) essere svolta dal privato?
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