Sulle ali del Jobs Act...

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno dovremmo concentrarci sul quel +3,16% di assunzioni a tempo inderminato registrate nelle prime tre settimane di marzo rispetto al marzo di un anno fa, quale segnale beneaugurante rispetto al resto dell’anno su un consolidamento della ripresa dell’occupazione.
Il segnale, incoraggiante, arriva dal Crisp (Centro di Ricerca Interuniversitario per i servizi di Pubblica Utilità) dell’università Bicocca di Milano che, per conto dell’amministrazione provinciale di Cremona, esamina i flussi del mercato del lavoro. Ebbene, se un mese fa (Mondo Padano del 20 marzo), nel consueto rapporto annuale relativo al 2014, era emersa una prevalenza del numero di avviamenti (nuovi contratti) e proroghe rispetto alle cessazioni (anche se il rapporto fra soli avviamenti e cessazioni restava negativo per poco più di duemila unità, ndr), i nuovi dati (sui soli avviamenti), relativi al primo trimestre del 2015, fotografano un flebile segnale di discontinuità rispetto al passato, non in termini assoluti, quanto rispetto alla tipologia dei contratti...
Il segnale, incoraggiante, arriva dal Crisp (Centro di Ricerca Interuniversitario per i servizi di Pubblica Utilità) dell’università Bicocca di Milano che, per conto dell’amministrazione provinciale di Cremona, esamina i flussi del mercato del lavoro. Ebbene, se un mese fa (Mondo Padano del 20 marzo), nel consueto rapporto annuale relativo al 2014, era emersa una prevalenza del numero di avviamenti (nuovi contratti) e proroghe rispetto alle cessazioni (anche se il rapporto fra soli avviamenti e cessazioni restava negativo per poco più di duemila unità, ndr), i nuovi dati (sui soli avviamenti), relativi al primo trimestre del 2015, fotografano un flebile segnale di discontinuità rispetto al passato, non in termini assoluti, quanto rispetto alla tipologia dei contratti...
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