Belloni, vita a fil di spada

3 APR 15
Ultimo aggiornamento: 15:32 | 16 MAG 25
Immagine di Belloni, vita a fil di spada
La scherma italiana, agli inizi del secolo scorso, era tra le più fiorenti in Europa, in concorrenza con quelle russa, belga e francese; peraltro sorta, quest’ultima, grazie alla presenza a Parigi del maestro bolognese Girolamo Cavalcabò, chiamato appositamente in Francia da Luigi XIV.
La scherma era entrata di diritto nel programma olimpico già nel 1896 ad Atene, ma i maestri italiani non s’erano lasciati abbindolare dal fascino suggestivo dei Giochi Olimpici. Dopo la stravagante edizione di Atene e quelle ancora approssimative di Parigi e Saint Louis, prive di organizzazione e quasi esclusivamente partecipate da atleti della nazione ospitante e con assegnazione di titoli a iosa (a Saint Louis, ad esempio, a fronte della partecipazione di 496 atleti di cui 432 statunitensi, furono assegnati 390 titoli olimpici) non avrebbero portato alcuna fama ai vincitori, specie in una specialità come la scherma ove la mancanza di giurie all’altezza della bravura degli atleti costituiva un problema difficilmente risolvibile...
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